Editorial

Care lettrici, cari lettori

von Emil Giezendanner
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Esiste una legge naturale antichissima, fin da quando esistono gli esseri umani, anzi, fin da quando esistono gli esseri viventi: la legge della selezione naturale, la legge del più forte; in breve: i grandi mangiano i piccoli! Niente paura, non voglio soffermarmi troppo sulla storia dell’evoluzione, ma a volte fa bene studiare queste leggi ancestrali per riuscire a comprendere meglio i meccanismi del nostro comportamento. Da questo punto di vista, possiamo osservare i nostri problemi con maggiore distacco e ridurre strutture apparentemente complicate e imperscrutabili a semplici modelli comportamentali. «È così ovunque», si potrebbe dire – e con ancora più distacco arrivare senza difficoltà all’aspetto «animalesco».

Com’è la situazione nel mondo dell’aviazione? Le grandi organizzazioni ambientaliste e le associazioni di tutela con budget enormi (si pensi a Franz Weber) stanno fagocitando tutti gli aviatori, senza eccezioni? L’aviazione commerciale e professionale sacrifica – perché in fin dei conti si tratta di sopravvivenza – i piloti di aerei a motore sportivi, e i piloti di aerei a motore dicono che, se noi non ci saremo più, non ci sarà bisogno dei piloti di aliante, e alla fine i veleggiatori ottengono dall’Ufficio dell’Aviazione un divieto dello sport del volo a vela. Non crediate però che noi modellisti, per essere “divorati”, siamo troppo grandi o troppo piccoli. Ci troviamo proprio nel bel mezzo della gerarchia descritta e, dato che in Svizzera leggi e regolamenti abbondano a dismisura, sicuramente qualche avvocato senza scrupoli troverà un paragrafetto poco appariscente che renderà praticamente impossibile il modellismo aeronautico. Se così non fosse, si consiglia di allestire al più presto un orto urbano (zona di riposo intensivo) accanto a ogni campo di volo per aeromodelli, in modo da poter essere citati in giudizio per «violazione dei diritti di vicinato e della personalità», il che dimostra che esiste anche un potere delle norme, delle amministrazioni, dei doganieri e dei farisei, ovvero dei “piccoli” funzionari. Ma quando questi funzionari si saranno infilati le protezioni per i gomiti e avranno puntato i loro occhiali con la montatura dorata contro di noi piloti, allora anche noi ci renderemo conto di chi sono i veri potenti.

Dopo queste considerazioni generali, permettetemi di essere un po’ più preciso: se si segue con attenzione la storia recente del nostro Aero Club, c’è da temere sul serio che esso stia lavorando contro il volo a vela. Il fatto che, in occasione dell’ultima conferenza dei presidenti di sezione – dopo accese discussioni sullo sport del volo a vela – sia stato richiesto, tra le altre cose, un divieto del volo a vela, potrebbe quasi essere considerato una fortunata coincidenza, tanto sembra negativa l’atteggiamento. E quando si sente dire che l’ammissione della Federazione di volo a vela senza motore nella Federazione Svizzera per l’Educazione Fisica alla fine non è fallita senza una certa «colpa» dell’AeCS, questo atteggiamento negativo trova conferma. I grandi divorano i piccoli! L’Aero Club contro la Federazione di volo a vela – una legge di natura che fa riferimento all’introduzione. Ma non bisogna dimenticare una cosa: anche in natura ci sono sempre state delle eccezioni. Animali particolarmente grandi, come ad esempio i dinosauri, non sono riusciti ad affermarsi e si sono estinti. A quanto pare è anche una legge della natura che alla «grandezza» siano posti dei limiti. Forse l’AeCS ha raggiunto questo limite, e gli episodi qui descritti sono sintomi di una malattia. L’AeCS ha un grande punto di forza che lo tiene ancora unito: non la posizione monopolistica presso la FAI (che è ancora più malata), bensì la crescente pressione dall’esterno. Forse la lotta per i nostri aeroporti potrà, nonostante tutto, tenere uniti gli aviatori. Ma questo funzionerà solo se non reagiremo secondo le leggi della natura come gli animali, divorandoci a vicenda, ma ci tratteremo con umanità. Gli istinti primitivi di predazione oggi non hanno più ragione di esistere. Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo unire tutte le nostre menti e le nostre conoscenze e reagire con ragione.

Questo è in realtà tutto ciò che auguro a noi piloti per il 1979 e per il futuro.

Cordiali saluti –
e un buon anno nuovo –

Emil Giezendanner



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