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Flyindoor 2007 al fevi di Locarno

von Edgardo Rezzonico
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Il Gruppo aeromodellisti Indoor Ascona e il Gruppo aeromodellisti Locarno Vallemaggia, con il supporto del Gruppo aeromodellisti Molinazzo Bellinzona, hanno inaugurato un nuovo modo di fare attività di volo: far volare veloci aeromodelli (aeroplani e elicotteri) in un grande spazio, all'interno di una costruzione.


Lo scorso 20 e 21 ottobre 2007 è stata organizzata una grande e prima manifestazione Flyindoor nel palazzo FEVI di Locarno, unico stabile in Svizzera che permette di fare attività in uno spazio interno di metri 70×30×10. La manifestazione definita in primis dalla Stampa «uno spettacolo fatto di meraviglie della tecnica e di evoluzioni mozzafiato», ha ospitato tre campioni: Lucas Riva di Sigirino, 17 anni 7° ai 3D Master 2007 e 3° ai Campionati svizzeri di aeromodellismo ad ala rotante 2007 e di Ennio Graber campione svizzero 2007 e 9° ai campionati mondiali di elicotteri 2007. Domenica era pure presente Paolo Longhi campione italiano d'aeromodellismo, disciplina Free Style. In totale al FEVI erano attivi una trentina di piloti. Notata con piacere la partecipazione di molti giovani entusiasti aeromodellisti, il tutto magistralmente coordinato da Nicola Del Biaggio con l'aiuto di uno staff di circa 15 persone membri dei 3 gruppi. Da notare la grande partecipazione di pubblico nei due giorni di volo, stimati circa 1500 persone. Per la sicurezza sono state posate apposite reti protettive.

Impeccabile l'organizzazione e la disciplina dimostrata dai piloti. Faceva bella mostra l'esposizione di modelli d'aeroplani e di elicotteri, di telecomandi super moderni e di scatole di costruzione visitata con interesse dal pubblico.

Si è potuto rilevare la miniaturizzazione delle aerodine e dei loro componenti, grazie allo sviluppo della tecnica. Dimenticato il polistirolo si è passati al «Depron» e al «EPP», materiali che consentono la leggerezza e in più notevole maggior resistenza. La motorizzazione elettrica che montano oggi i modelli offre nessuna emissione di gas e silenziosità durante i voli. Interessante la leggerezza dei mini velivoli (dai 120 ai 200 grammi).

L'esperto aeromodellista Nicola Del Biaggio ha rilevato le qualità dimostrate dai piloti, che oltre far volare modelli, si cimentano con l'aerodinamica, l'elettronica, l'informatica, la meccanica e le tecniche di lavorazione dei materiali. In particolare per i giovani, l'aeromodellismo costituisce una prima tappa per affrontare



una futura carriera aeronautica. La manifestazione Flyindoor, specialità che esiste da diversi anni, ha creato un interesse molto positivo.

I voli che si sono susseguiti durante tutto l'arco delle due giornate, hanno visto le evoluzioni incredibili in audacia di Lucas Riva, la precisione dei voli di Graber e di Longhi. Hanno volato assieme mini velivoli ad ala delta, poi aeromodelli ad ala fissa di diversi tipi e dimensioni ed anche le «rondinelle» bianche che volteggiavano in stormi spinti dall'aria prodotta con un cartone mosso dal modellista per creare corrente d'aria.

L'attività aeromodellistica unisce 6 Gruppi a Sud delle Alpi in una Associazione (FGASI) che ha sua volta è associata nella Federazione svizzera di aeromodellismo e quindi fanno parte dell'Aero Club Svizzero.



In conclusione affermando che Flyindoor avrà un futuro, mi felicito con gli aeromodellisti odierni, pensando contemporaneamente allo sviluppo registrato gradualmente nel tempo. L'aeromodellismo in Ticino vide la sua nascita nel 1936 e la sua lenta evoluzione negli anni, ha seguito lo sviluppo reale della tecnica e in un certo senso quello dell'aeroplano e dell'elicottero. Si iniziò con la costruzione di aeromodelli veleggiatori senza controllo dopo il lancio, poi si

applicò al modello una bussola, in seguito vennero progettati e realizzati aeromodelli a motore terrestri e idrovolanti, sempre senza un controllo. Fu l'ing. Gianni Andreoli di Mendrisio, pilota militare, che a 19 anni, nel 1939, progettò e costruì diversi motorini per la mini aviazione. In seguito nasceva il famoso motorino diesel Dyno 1. A inizio anni 60 s'introdussero i primi costosi telecomandi.

I materiali all'origine furono: legno pieno, legno compensato di ontano o betulla, travetti di pino, abete, frassino o noce. La colla veniva preparata con caseina e per il rivestimento si usava la carta giapponese o la seta.

Oggi l'aeromodellista ha a sua disposizione le nuove tecnologie, il futuro riserverà indubbiamente nuove affascinati scoperte.

Edgardo Rezzonico




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