Geschichte

Pagine della Svizzera romanda

von Paul Corsenca
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Questo campionato si è svolto nell’ottobre 1979 su una pista privata nei pressi di Cossonay e ha visto la partecipazione di soli 6 concorrenti appartenenti a 3 associazioni, su un totale di 19 GMR della Svizzera romanda che erano state contattate.


Più veri dei veri...

Nella maggior parte dei casi, il modellista che intraprende la costruzione di un modello volante lo fa soprattutto per il proprio piacere, senza cercare in particolare di partecipare a concorsi, e la scarsa affluenza a questo concorso lo ha confermato. Per costruire un modellino volante, occorre avere molto tempo a disposizione e molta pazienza per realizzare tutti i numerosi dettagli che si aggiungono a una struttura spesso piuttosto complessa. Il modellino è senza dubbio una delle categorie più appassionanti del modellismo in generale: ognuno di noi è stato almeno una volta tentato di acquistare un kit di montaggio in plastica di un aereo in scala 1/72. Il termine «modello» viene spesso usato in modo improprio e definisce in generale un modello volante, qualunque esso sia, senza distinzioni. Il modello è la riduzione esatta in una scala determinata di un aereo esistente o di un «Old-timer» e deve possedere le stesse caratteristiche del modello originale. Non si tratta quindi di un oggetto volante qualsiasi che pretenda di assomigliare a un aereo reale con il semplice pretesto di possedere, come quest’ultimo, un’ala, una fusoliera e un impennaggio. Le uniche variazioni che devono essere ammesse su un modello volante riguardano il metodo di costruzione e i materiali utilizzati, nonché la progettazione della struttura, che difficilmente potranno essere riprodotti fedelmente rispetto ai metodi impiegati nell’aviazione a grandezza naturale... La gara di questa domenica derivava dalla categoria «Scale F4C», valida per la Svizzera. Al mattino, tutti i concorrenti si sono riuniti in una sala per seguire un corso tenuto da Rudolf Ott del GMR di Losanna, specialista in materia. Egli ha spiegato come i modelli sarebbero stati valutati, innanzitutto in fase statica e poi sul campo, in base alle figure da eseguire.


Valutazione statica dei modelli

La differenza tra lo “Stand-off-Scale” (modello in scala ridotta) e il “Full-scale” (modello in scala reale) sta nel rigore delle dimensioni del modello rispetto all’originale. Nei concorsi internazionali di modellismo in scala, i giudici utilizzano il calibro a corsoio e il righello per misurare minuziosamente tutte le dimensioni del modello, fino alla distanza tra i rivetti e alle dimensioni degli strumenti sul cruscotto, oltre alle dimensioni generali del modello che devono corrispondere rigorosamente alla scala dell’aereo reale. È ovvio che spetta al concorrente dimostrare che il modello presentato sia effettivamente conforme all’aereo reale. A tal fine, è indispensabile che i disegni di riferimento provengano dal costruttore stesso o siano certificati come esatti da un ente qualificato. Una delle prime cose che fanno i giudici è verificare se i documenti presentati siano attendibili e inconfutabili. Se riteniamo che la categoria del modello esatto evolverà poco e rimarrà confinata all’interno di una ristretta cerchia di appassionati, il semi-modello rappresenta lo sviluppo logico dei velivoli che assomigliano a quelli reali. In effetti, la realizzazione e la finitura di un semi-modello non hanno nulla da invidiare, in termini di difficoltà, a quelle del modello esatto, ma il giudizio è molto più tollerante, poiché i semi-modelli vengono valutati da una distanza di 2 metri; tuttavia si distinguono perfettamente le linee dei rivetti, gli allestimenti interni della cabina di pilotaggio e i vari dettagli che i giudici non confrontano con calibro e righello, bensì in base alla somiglianza del semi-modello rispetto alla documentazione di riferimento richiesta.

Il Black-Burn, di P. Di Peri, Ginevra.



In questo concorso, infatti, i giudici (i signori Sénéchaud, Ott e Corsenca) dovevano assegnare un punteggio da 0 a 10 in base ai seguenti criteri della prova statica:

  • fedeltà di riproduzione e impressione generale (coefficiente 30)
  • complessità e abilità costruttiva (coefficiente 15)
  • verniciatura e decorazione (coefficiente 20).

Al termine della mattinata, la prova statica era conclusa e il risultato affisso era il seguente:

  • 1° Ferraresi W., Losanna, modello YAT 28 E, con 350 punti
  • 2° Di Peri P., Ginevra, modello Black Burn 80 HP, con 320 punti
  • 3° Burkhard G., Yverdon, modello Don Quichot, con 265 punti
  • 4° Cicurel R., Losanna, modello Fokker Tri-plans, con 220 punti
  • 5° Carrard A., Losanna, modello Zlin Z 50, con 200 punti
  • 6° Roulin J.-Cl., Ginevra, modello Transall C 160, con 190 punti.

I modelli in scala ridotta presentati quel giorno provenivano da un kit in commercio, ad eccezione di quello di Burkhard di Yverdon con il suo Don Chisciotte.

Le scale variavano da 1/6 a 1/10, il che corrisponde a modelli con un’apertura alare compresa tra 1,40 e 2 metri; le ore necessarie per la costruzione di questi modelli oscillavano tra le 200 e le 500 a seconda della difficoltà.


La prova in volo

Nel pomeriggio, i concorrenti dovevano eseguire due prove di volo con le seguenti figure:

  1. rullaggio e decollo
  2. volo in linea retta (min. 10 sec.)
  3. virata di 90° a sinistra e poi di 270° a destra
  4. otto orizzontale
  5. a 9. Cinque figure a scelta tra le seguenti:
    • passaggio con entrambi i motori accesi (per un bimotore)
    • passaggio con carrelli di atterraggio estesi e poi retratti
    • passaggio con flap
    • passaggio con sgancio di bombe o serbatoi supplementari o lancio di paracadutisti
    • Immelmann semplice
    • loop tirato
    • inversione (mezzo barilotto, mezzo loop)
    • touch and go
    • over-shoot, ecc.

Queste figure opzionali dovevano essere scelte e comunicate ai giudici prima della partenza. I modelli dovevano volare in proporzione alla loro scala alla velocità dell’aereo reale e la maggior parte dei concorrenti passava immediatamente a metà gas non appena completato il decollo per rispettare la propria velocità, che variava da un modello all’altro da 30 a 70 km/h. Si notò che Ferraresi pilotava il suo YAT 28 con sicurezza, mentre il Fokker Triplano di Mermot era meraviglioso da vedere e il centinaio di persone presenti poté ammirare questi magnifici modelli.

Purtroppo si è verificato un incidente con il Black Burn a causa di un motore a 4 tempi che ha perso potenza, ma il modello alla fine non ha avuto grandi difficoltà.

Il signor Burkhard di Yverdon ha indetto una sfida che consiste in una magnifica elica di 135 cm di diametro, realizzata da lui stesso. Questa sfida viene riproposta ogni anno e dovrà essere vinta per tre volte consecutive da un concorrente per essere assegnata definitivamente.

Questo concorso è stato organizzato dal GMR di Losanna e dal suo istruttore, il signor Ott, e i concorrenti hanno potuto ricevere magnifici premi a ricompensa dei loro sforzi in base al seguente risultato: P. Corsenca


1. Willy Ferraresi, Losanna

YAT 28 E

782 punti

2. Roulin J.-Cl., Ginevra

Transall C 160

540 punti

3. Carrard André, Losanna

Zlin Z 50

453 punti

4. Di Peri P., Ginevra

Black Burn 60 HP

344 punti

5. Cicurel Ronald, Losanna

Fokker Tri-plans

306 punti

6. Burkhard G., Yverdon

Don Chisciotte

287 punti


Il P-39 Airacobra, di R. Ott, Losanna, presentato fuori concorso, in scala 1:7.




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