Geschichte

Il campionato svizzero di semi-modelli a Bienne

von Paul Corsenca
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Questo campionato svizzero si è svolto il 26 e il 27 settembre ed è stato organizzato dal Model Air Club di Bienne, in collaborazione con la Commissione Scale, sul magnifico terreno dell'ex aerodromo di Bienne-Boujean.

A differenza dello scorso anno, quando a Langenthal i partecipanti erano stati 36, questa volta si sono presentati solo 14 concorrenti. A cosa è dovuto questo calo? È vero che nel 1980 la valutazione era stata molto severa per la categoria statica, il che ha sicuramente scoraggiato più di un modellista. Eppure, noi (i giudici, poiché ne facevo parte) riteniamo di aver svolto correttamente il nostro lavoro. Il signor Helmut Ziegler era il capo dei giudici nel 1980 e non ha chiuso un occhio: la minima imperfezione nella forma rispetto al progetto originale faceva scendere il punteggio, e se ce n’erano diverse, si finiva con un 2 o addirittura un 1. È per questo motivo che quest’anno i giudici statici (i signori Dino Boldini, Hans Stocker e il sottoscritto, Paul Corsenca) avevano deciso di comune accordo di valutare i modelli con minore severità, pur rimanendo imparziali, perché bisogna ammettere che bisogna essere un po’ masochisti per partecipare a

un campionato con un modello che ha richiesto numerose ore di costruzione e soprattutto di rifinitura, per poi dover ascoltare le critiche severe dei giudici.

Per costruire un modello in scala ridotta, occorre quindi disporre di molto tempo a disposizione e di molta pazienza per realizzare tutti i numerosi dettagli che si aggiungono a una struttura spesso piuttosto complessa. Il regolamento attuale presenta una grave lacuna al riguardo, poiché non tiene sufficientemente conto della difficoltà della decorazione, della verniciatura e delle scritte. Prendiamo il caso tipico del Bucker Jungmeister di Gerhard Wägli e del Douglas Dauntless del campione svizzero in carica Peter Müller. Nella classifica statica, Müller si aggiudica il primo posto con 1'950 punti davanti a Wägli con 1'710, ovvero con 240 punti in più, pari a una differenza del 12%. Se si considera il numero di ore che Müller ha dedicato alla sua verniciatura opaca, con le tracce di fumo che escono dal motore e dalle mitragliatrici, e alle varie decorazioni che adornavano magnificamente il suo modello, rispetto al Bucker, la cui verniciatura non potrebbe essere più semplice, un giallo distribuito uniformemente su tutta la superficie, che ci è sembrato un po’

brillante rispetto al reale, che è praticamente opaco e per la cui realizzazione sono bastate poche ore, ci si rende subito conto che Müller ne esce decisamente svantaggiato... Sarebbe quindi necessario introdurre un fattore nel punteggio «verniciatura, decorazioni, scritte» che tenga conto della complessità dell’aspetto del modello rispetto ai documenti presentati. Il coefficiente è pari a 20 per questo criterio, il che è significativo rispetto agli altri coefficienti relativi alla fedeltà di riproduzione secondo il disegno in tre viste.

La differenza tra lo «Stand-of-scale» (modello in scala ridotta) e il «Full-scale» (modello in scala reale) sta nel rigore delle dimensioni del modello rispetto all’originale. Nei concorsi di modellismo in scala a livello internazionale, i giudici utilizzano calibri e righelli per misurare rigorosamente tutte le dimensioni del modello, fino alla distanza tra i rivetti e alle dimensioni degli strumenti sul cruscotto, oltre alle dimensioni generali del modello che devono corrispondere rigorosamente alla scala dell’aereo reale. È ovvio che spetta al concorrente dimostrare che il modello presentato sia effettivamente conforme all’aereo reale. A tal fine, è indispensabile che i disegni di riferimento provengano dal costruttore stesso o siano certificati come esatti da un ente qualificato, come ad esempio il museo di Lucerna. Una delle prime valutazioni effettuate dai giudici riguarda proprio la qualità della documentazione presentata dal concorrente. Questo è stato un grave punto debole per molti concorrenti, e ritengo che, prima di lanciarsi nella costruzione di un modello in vista della partecipazione a un campionato, sia necessario documentarsi adeguatamente e disporre di un disegno che rappresenti una vista di profilo, una vista dall’alto e una vista frontale. Alcuni concorrenti hanno presentato solo una foto scattata a 45 gradi, il che rende impossibile valutare la forma del modello.

Se pensiamo che la categoria dei modelli in scala esatta evolverà poco e rimarrà limitata a una ristretta cerchia di appassionati, la semi-scala rappresenta lo sviluppo logico dei modelli che assomigliano agli aerei a grandezza naturale. Poiché la categoria F3A sta diventando sempre più difficile, molti modellisti si stanno orientando verso questa categoria. In realtà, la realizzazione e la finitura di una semi-scala non hanno nulla da invidiare, in termini di difficoltà, a quelle del modello in scala esatta, ma il giudizio è molto più tollerante, poiché le semi-scale vengono valutate da una distanza di 3 metri; tuttavia si distinguono perfettamente le linee dei rivetti, gli allestimenti interni della cabina di pilotaggio e i vari dettagli che i giudici confrontano non con il calibro e il righello, ma in base alla somiglianza del semi-modello rispetto alla documentazione di riferimento richiesta.

I 14 concorrenti hanno superato la prova statica sabato mattina, per poi passare al primo volo. Il losannese Rudolf Ott, con il suo triplano Fokker, si è classificato secondo nella prova statica, a 30 punti da Müller, ma ha avuto molta sfortuna durante il volo: all’atterraggio, il Fokker si è capovolto, rompendo entrambe le ali superiori. Scoraggiato, ha rinunciato fino al mattino seguente, poiché la notte gli ha dato tempo di riflettere, e domenica mattina è apparso un Rudolf deciso a lottare fino alla fine: appena arrivato sul campo, incollò le ali con la Devcon, e si ripartì per il secondo e il terzo volo. Si classificò quarto. Per la valutazione dei voli, i giudici erano i signori Rudolf Hadorn, Jean-Claude Roulin e Hans Kern. I concorrenti dovevano eseguire una serie di 4 figure acrobatiche obbligatorie, oltre a 5 figure scelte da un elenco che comprendeva anche opzioni quali

retrazione del carrello, passaggio con i flap estesi, l’argage o altre figure acrobatiche a seconda del tipo di aereo presentato. Come l’anno scorso, si è registrata una significativa partecipazione dei romandi, in particolare dei losannesi. Non possiamo che congratularci con loro per essere venuti a questo Cham-

e ne conserveranno sicuramente ottimi ricordi, soprattutto della piacevole serata organizzata dal MAC di Bienne.

L’organizzazione di questo Campionato è stata perfetta sotto ogni punto di vista e non possiamo che congratularci con gli organizzatori. CO

Rudolf Ott, Losanna (3° posto) con il Fokker DR 1 Triplane.



Risultati
1. Gerhard WägliThunBücker 133 C Jungmeister3300,6
2. Peter MüllerFehraltorfDouglas SBD-3 Dauntless3293,1
3. Konrad OetikerThalBücker 133 Jungmeister2961
4. Rudolf OttLosannaFokker DR 1 Triplano2912,4
5. Andreas GasserThalT-28 B North American2849,7
6. Herbert SteinemannSciaffusaPiper Cub L-4B2648,2
7. Willy FerreresiLosannaRockwell Commander T 1122321
8. Paul Di PeriGinevraGeeBee Mod. D Sportster2319,1
9. Richard SimonZurigoT-28 B North American2244
10. Marc HuberZurigoT-28 B North American2179,5
11. Jean-Pierre VallottonLosannaSpinks Acro Master2022,1
12. François BommottetLosannaZlin 5261660,6
13. Erich ZügerLinthPiper Colt PA 181403
14. Beno ZeierAuensteinGeneral Electric F 161210

Peter Müller, di Fehraltorf, si è classificato secondo con un Douglas SBD-3 Dauntless.

Foto: D. Boldini



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