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Informativa dell’SMV sulla futura regolamentazione del volo con aeromodelli in Svizzera

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Nel mese di giugno di quest’anno, Matthias Jauslin, membro del Consiglio nazionale e presidente centrale dell’AeCS, ha presentato una mozione al Consiglio nazionale volta a escludere il volo di aeromodelli dall’accordo bilaterale sul traffico aereo tra l’UE e la Svizzera e a mantenere il volo di aeromodelli soggetto alla legislazione svizzera.


L’SMV e l’Aero-Club della Svizzera (AeCS) sostengono pienamente questa mozione. Purtroppo, nel suo parere del 5 settembre, il Consiglio federale ha raccomandato al Parlamento di respingerla. La motivazione di tale rifiuto è, nel migliore dei casi, discutibile. Sembra basarsi più su un timore istintivo di introdurre nuovi «punti di attrito» nelle relazioni con l’UE che su una ponderata valutazione di interessi e rischi.

Non siamo d’accordo con la risposta del Consiglio federale e Matthias Jauslin lo ha già comunicato ufficialmente al Consiglio federale. La mozione viene così inserita nell’ordine del giorno del Consiglio nazionale, dove sarà probabilmente discussa nella sessione primaverile del 2019.

Per garantire un esito positivo della mozione, nei prossimi mesi dovremo gettare le basi necessarie. A tal fine, abbiamo innanzitutto bisogno di una risonanza mediatica che informi i parlamentari sulla nostra richiesta e li sensibilizzi al riguardo. A tal fine, la SMV fa affidamento sul sostegno attivo delle associazioni regionali di aeromodellismo, delle società e dei singoli soci. In una fase successiva dovremo rivolgerci ai parlamentari in modo coordinato e personale. Il contesto della mozione è che l’UE sta attualmente preparando un nuovo quadro giuridico per l’utilizzo dei droni, che comprende anche l’utilizzo degli aeromodelli. L’SMV collabora attivamente con le associazioni nell’UE per poter praticare il nostro sport anche in questo quadro giuridico a condizioni adeguate.

Siamo riusciti a garantire una serie di modifiche importanti nelle ultime bozze. L’UE sta attualmente rielaborando la propria proposta e una nuova bozza dovrebbe essere pubblicata a breve. Nonostante le modifiche e le deroghe che abbiamo ottenuto nell’ultimo anno e mezzo, il quadro normativo dell’UE rimarrà tuttavia inutilmente complesso e limiterà in modo incomprensibile la pratica del nostro sport.

La futura normativa UE (vedi riquadro) limiterà, ad esempio, il volo dei modellini di aerei a un’altezza massima di 120 m. Si prevede che le deroghe a tale limite massimo saranno concesse solo ai membri di federazioni e associazioni. Inoltre, le deroghe potrebbero non coprire tutte le località in cui attualmente voliamo e richiedere una procedura complessa. Inoltre, la futura normativa richiederà la registrazione e un attestato di competenza per tutti i piloti di aeromodelli, introducendo così un onere pratico e probabilmente anche finanziario per gli attuali piloti e una barriera per i nuovi piloti.

L’eccellente bilancio in materia di sicurezza del nostro sport dimostra quanto il quadro normativo vigente in Svizzera si sia dimostrato efficace per tutte le parti coinvolte e che non richieda modifiche sostanziali. Non vi è alcun motivo né alcuna necessità di applicare le nuove norme UE al funzionamento dei modellini di aerei in Svizzera.

Nel respingere la mozione, il Consiglio federale insiste sull’attuazione in Svizzera dell’intera legislazione UE di prossima entrata in vigore, sostenendo che «solo così si potrà garantire l’accesso al mercato europeo alla crescente industria svizzera dei droni». Inoltre, sostiene che non sia giustificabile nei confronti dell’UE un’eccezione per gli aeromodelli in Svizzera, «poiché il quadro normativo per gli aeromodelli in Svizzera non differisce in modo sostanziale da quello degli Stati membri dell’UE». Il Consiglio federale sostiene inoltre che non sia possibile tracciare una «linea di demarcazione sufficientemente chiara tra l’aeromodellismo e l’utilizzo dei droni». Il Consiglio federale ritiene che «nel bilanciare gli interessi economici e le attività ricreative, occorra dare la priorità ai primi». A tal proposito, il Consiglio federale sottolinea anche che l’UFAC collaborerà strettamente con noi per garantire un’«attuazione pragmatica delle norme in Svizzera con un onere aggiuntivo minimo per il modellismo aeronautico», avvalendosi delle «numerose agevolazioni per il modellismo aeronautico» previste dalla legislazione dell’UE.

L’ipotesi del Consiglio federale secondo cui le condizioni quadro per il modellismo aereo in Svizzera non differirebbero in modo significativo da quelle degli Stati membri dell’UE è errata. È invece un dato di fatto che la maggior parte dei piloti di aeromodellismo stranieri ci invidi per la nostra legislazione in materia, ragionevole e liberale. Non a caso molti test e prove di volo con droni si svolgono nello spazio aereo svizzero. Mentre la nuova normativa UE comporta per molti Stati membri solo un leggero inasprimento o (ad esempio in Francia) addirittura un alleggerimento, per la Svizzera rappresenta invece un inasprimento considerevole. Inoltre, a causa delle condizioni geografiche e di un quadro giuridico più aperto, l’aeromodellismo in Svizzera è molto più variegato e diffuso rispetto a molti Stati membri dell’UE. In diversi Stati membri dell’UE, l’aeromodellismo si svolge per lo più in aeroporti autorizzati. In Svizzera esistono aeroporti di pendio e aeroporti privati, oppure semplicemente accordi con gli agricoltori, oppure si vola in zone isolate.

Anche l’affermazione secondo cui sarebbe impossibile tracciare una «linea di demarcazione sufficientemente chiara tra il modellismo aereo e l’utilizzo dei droni» non è convincente. L’SMV ha elaborato una proposta di testo concreta al riguardo e l’ha trasmessa all’UFAC. Anche la mozione del consigliere nazionale Candinas, sostenuta dal Consiglio federale (vedi sotto), richiede questa separazione. Il Consiglio federale si contraddice quindi su questo punto.

Inoltre, è difficile comprendere quali siano gli «interessi economici» quando il Consiglio federale afferma: «Nel bilanciare gli interessi economici e le attività ricreative, occorre dare la priorità ai primi». L’esenzione dalla legislazione dell’UE limitata ai soli aeromodelli non danneggia in alcun modo gli interessi economici svizzeri. La cooperazione con l’UE continuerebbe a comprendere l’utilizzo dei droni e consentirebbe all’industria svizzera dei droni di accedere al mercato dell’UE. Inoltre, il paragone è errato in quanto riduce il modellismo aereo a una mera «attività ricreativa». In questo modo non viene riconosciuto l’interesse economico di una regolamentazione liberale per i modellini di aerei. Come afferma espressamente anche il consigliere nazionale Jauslin nella sua mozione: «Il modellismo aeronautico è molto più di un hobby e di un’attività ricreativa: innanzitutto offre ai giovani l’accesso all’aviazione e alla tecnologia. Inoltre, contribuisce in modo determinante all’innovazione nel settore aeronautico, poiché lo sviluppo di motori elettrici ecocompatibili o i miglioramenti nel campo dell’aerodinamica sono in gran parte riconducibili alle sperimentazioni e alle conoscenze acquisite grazie alla costruzione di aeromodelli.»

La SMV continua a collaborare con l’UFAC per orientare la legislazione dell’UE in una direzione ragionevole e garantire, per quanto possibile, anche un’attuazione pragmatica in Svizzera. L’aspettativa del Consiglio federale che sia possibile una «attuazione pragmatica delle norme in Svizzera con un onere aggiuntivo minimo per il modellismo aeronautico» è tuttavia molto ottimistica alla luce delle attuali bozze dell’UE.

È importante sottolineare che l’SMV riconosce la necessità di norme solide per l’utilizzo dei droni, in particolare alla luce del numero crescente di incidenti e delle preoccupazioni relative alla tutela della privacy. Tali norme sono state richieste, ad esempio, nella mozione Candinas. Tale mozione, approvata sia dal Consiglio nazionale che dal Consiglio degli Stati e, cosa interessante, sostenuta anche dal Consiglio federale, ha tuttavia chiarito che occorre evitare l’approccio dell’UE, che tratta alla stregua i modelli di aeromobili tradizionali e i droni, e mantenere l’attuale regolamentazione liberale svizzera.

Il Consiglio federale deve definire chiaramente le proprie priorità. La Svizzera non ha nulla da perdere, ma molto da guadagnare, se esclude i modellini di aerei dall’applicazione dell’accordo bilaterale sul traffico aereo.


Prossima normativa UE: quali implicazioni per gli appassionati di aeromodellismo?

(sulla base dell'ultima bozza disponibile)

I principali nuovi requisiti:

  1. Altitudine massima di volo: 120 m dal suolo
  2. «Visual Line of Sight» (visibilità diretta)
  3. Obbligo di autorizzazione per tutti i modellini di aeromobili a partire da 25 kg
  4. Volare solo in luoghi in cui sia prevedibile che non vi siano persone estranee a rischio e mantenendo una distanza di sicurezza dagli insediamenti
  5. Formazione ed esame online per i piloti (validi in tutta l’UE)
  6. Obbligo di registrazione per i piloti di aeromodelli di peso superiore a 250 g (valido in tutta l’UE)

Possibilità di deroga (da concedere da parte delle autorità nazionali):

  1. «Autorizzazione operativa» per attività «nell’ambito di associazioni o federazioni di aeromodellismo» (possibili deroghe a: limite di 120 m, 25 kg, formazione/esame)
  2. Spazio aereo («zone») in cui l’utilizzo dei velivoli senza pilota è esente da restrizioni (possibili deroghe a: limite di 120 m, 25 kg, formazione/esame)

Esiste inoltre la possibilità di esentare determinati voli nell’ambito dei cosiddetti «scenari standard». Tali scenari vengono sviluppati dall’EASA, comprese le relative condizioni e misure.



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