vittime del trascinamento
Ci sono giorni in cui tutto va storto, già al primo decollo con il rimorchio, per esempio. L’aereo da rimorchio accelera a scatti, l’aliante fa un balzo in avanti e il winglet sinistro tocca terra. Questo a sua volta provoca una mezza capriola; quel secondo di panico sembra durare molto più a lungo, e il bellissimo ASW 28 viene trascinato per diversi metri in «volo sulla schiena» lungo la pista erbosa. Clic: una volta sganciata la fune, l’aliante rimane a terra.
Un primo bilancio dei danni risulta certamente deludente, ma non disperato. L’impennaggio orizzontale si è staccato, giace sul prato verde insieme alle viti di fissaggio e ai dadi di serraggio, mentre il timone di direzione penzola dalla fusoliera, appeso ai suoi ganci di ancoraggio. La calotta trasparente della cabina è completamente frantumata e il telaio in vetroresina della cabina si è spezzato in tre parti. L’ala non ha subito danni e anche l’alettone, in quanto tale, ne è uscito intatto. Si tratta quindi «solo» di riparare i danni alla fusoliera, rimettere a posto il telaio della calotta e montare una nuova calotta della cabina. Inoltre, nella parte posteriore della fusoliera occorre costruire un nuovo supporto per il timone. È stato dato il via a una sessione di lavoro in officina piuttosto impegnativa.
Per rispettare i tempi previsti, come prima cosa è stata ordinata una nuova calotta della cabina; in attesa della sua consegna, bisognava completare le riparazioni della fusoliera e ricomporre i frammenti del telaio. Detto questo, il telaio di questa calotta in vetroresina, con il suo metodo di produzione non convenzionale, ha poi anche

ancora sorprendente. È infatti dotato di numerose cavità nel laminato, che però, una volta incollata la calotta, non hanno alcuna importanza. Ciononostante, dove era necessario, è stato riempito con resina epossidica addensata e i residui della calotta sono stati levigati con il nastro abrasivo
. Dopo un'accurata levigatura a mano, i frammenti del telaio sono stati fissati con strisce di nastro di crepe sulla fusoliera, ovvero sulla superficie di appoggio della calotta, e inizialmente, cioè solo sul lato superiore, con strisce di fibra di vetro a densità graduale (è sufficiente un tessuto da 100 grammi). Dopo l’indurimento, tutto viene rimosso; ora anche la parte inferiore del telaio deve essere rinforzata con fibra di vetro nei punti di rottura. Così «avvolto», il nostro telaio riparato attende la sua nuova calotta. Il taglio e l’adattamento di quest’ultima, compresi la mano di fondo e la verniciatura, rappresentano poi la fase di costruzione più dispendiosa in termini di tempo dell’intera operazione. Per questo motivo dedicheremo a questo argomento uno spazio specifico in uno dei prossimi numeri di mfs.
Una volta che tutte le imperfezioni della fusoliera sono state fasciate con strati di vetroresina, si può procedere alla levigatura. Se la laminazione è stata eseguita con sovrapposizioni precise, la levigatura riesce senza dover ricorrere allo stucco. Almeno se si applica con il pennello uno stucco denso – dalla consistenza simile a quella del miele denso. La levigatura a umido finale con carta abrasiva grana 600 crea la base per la necessaria ritoccatura con RAL 3002 e la successiva eliminazione della nebbia di spruzzatura mediante levigatura a umido con carta abrasiva grana 2000. Dopodiché si può procedere con una lucidatura accurata. Se il lavoro viene eseguito con cura, della riparazione non si vedrà quasi nulla.
Ma anche l’estremità posteriore della fusoliera deve ancora essere rifinita. Le
per il supporto del timone di direzione hanno dovuto essere rimosse dalla traversa di rinforzo mediante foratura. Sono state sostituite da parti rotanti regolabili in metallo. Regolabili perché solo così, con il triplo supporto della pala del timone, è possibile ottenere un posizionamento corretto e centrato nella scanalatura. Saranno necessarie diverse prove di montaggio e regolazioni fino a quando il tutto non funzionerà senza intoppi. Se tutto quadra – il timone può muoversi liberamente da un'estremità all'altra – i componenti rotanti vengono fissati nella trave di rinforzo con resina addensata. Infine, si aggancia nuovamente il comando del timone alla leva di uscita del servocomando – e via con questa fantastica volata! Questa volta, però, in volo normale.


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