Fin dai tempi antichi
Oggi quasi nessuno ci pensa due volte quando fa decollare un aeromodello e lo guida nei cieli, per lo più tramite telecomando. Al giorno d’oggi è possibile acquistare innumerevoli aeromodelli, alcuni dei quali già pronti al volo. Purtroppo, il piacere di costruirlo viene spesso messo in secondo piano. Il motto è spesso: compralo oggi, vola oggi o domani.
Il modellismo aeronautico costituisce in realtà la base della tecnica aeronautica. Il modellismo aeronautico non è però affatto un fenomeno recente. Si dice che i primi tentativi, pur infruttuosi, risalgano già all’antichità, ma anche al tardo Medioevo. Leonardo da Vinci (1452–1519) condusse studi sull’aerodinamica ispirandosi al volo degli uccelli. Ma fu solo nel XIX secolo che le ricerche sistematiche in materia di aerodinamica portarono ai primi successi.
Sir George Cayley (1773–1857), inglese, dopo numerosi esperimenti definì la struttura di base di un velivolo (fusoliera, ali, impennaggio, carrello di atterraggio). Inoltre, comprese le relazioni tra il flusso d’aria e la curvatura delle superfici, elemento essenziale per la portanza. A lui si deve anche la scoperta dei momenti di stabilità sul timone di profondità e sul timone di direzione. Già intorno al 1804 costruì un aliante per lo studio del baricentro.
Sulla base delle scoperte scientifiche di Cayley, gli inglesi William S. Henson e John F. Stringfellow costruirono nel 1842 un modello azionato da una macchina a vapore, ma il successo non arrivò. Stringfellow (1799–1883) continuò tuttavia a perseguire con costanza il progetto e ottenne successo intorno al 1848 con un modello volante dall’apertura alare di tre metri. La propulsione era assicurata da una macchina a vapore con due eliche. Il modello volò comunque per circa 30 metri.
Nel 1891, in Australia, L. Hargrave (1850–1915) fece volare con successo un modello azionato da una macchina a vapore, raggiungendo una distanza di volo di circa 73 metri. Negli Stati Uniti, Samuel P. Langley (1834–1906) condusse esperimenti con modelli a propulsione a vapore, ma già all’inizio del XX secolo ottenne i primi successi anche con un motore a benzina radiale a 5 cilindri.

Anche in Francia fu sviluppato un nuovo sistema di propulsione: il motore a gomma intrecciata. Il francese Alphonse Pénaud (1850–1880), oltre a modelli a volo libero, nel 1871 costruì anche il «Planophore», azionato da cordicelle di gomma attorcigliate e da un'elica di spinta. Il modello era già dotato, per la prima volta, di un’impennaggio stabilizzante e di un angolo di incidenza definito. Le ali erano bombate e leggermente ricurve verso l’alto alle estremità a scopo stabilizzante. Le ricerche di Pénaud hanno influenzato in modo determinante il modellismo aeronautico e hanno costituito la base per ulteriori sviluppi. Sempre in Francia, Felix du Temple (1823–1890) si dedicò agli azionamenti a molla e a vapore e riuscì a far volare con successo le sue creazioni. Presentò persino una domanda di brevetto per il suo modello. →

Si aggiunsero altri tipi di propulsione, in particolare quella ad aria compressa e quella ad anidride carbonica. Oltre a Hargrave, anche M. V. Tatin (1843–1913) si occupò dei motori ad aria compressa. La fusoliera veniva utilizzata direttamente come serbatoio a pressione. I motori ad anidride carbonica (CO₂) furono impiegati con successo dal tedesco Josef Hofmann a partire dal 1897. Anche in Austria lo sviluppo degli aeromodelli fu influenzato in modo determinante da Wilhelm Kress (1846–1913). La collaborazione con Alphonse Pénaud ebbe un effetto positivo sulle sue costruzioni. I suoi modelli a volo libero ebbero grande successo, a differenza del suo aereo a motore con galleggianti in grado di trasportare una persona. Dopo la fine del secolo, il modellismo aeronautico continuò a svilupparsi rapidamente, soprattutto in seguito ai primi successi dei fratelli Wright con i velivoli a motore. Costruttori di aerei come, ad esempio, Hans Grade (1879–1946), Alexander Lippisch (1894–1976) e Igo Etrich (1879–1967) progettarono modelli di aerei per applicare le conoscenze acquisite nella costruzione di velivoli di grandi dimensioni.

La Prima Guerra Mondiale ha sicuramente ostacolato per alcuni anni l’ulteriore sviluppo del modellismo aeronautico. Nel periodo tra le due guerre e durante il regime nazista, il modellismo aeronautico riacquistò grande importanza. Il modellismo sistematico e guidato dallo Stato aveva infatti lo scopo di formare costruttori di aerei e piloti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il volo era vietato, ma dopo i primi allentamenti delle restrizioni e a partire dal 1955, in Austria il modellismo aeronautico poté essere nuovamente praticato senza limitazioni. Pionieri come Oscar Czepa, Gerd Kirchert, Josef Sperl, Rudolf Salzmann, Johann Niederwimmer o Fred Militky della Graupner hanno lasciato un segno indelebile nel modellismo aeronautico grazie alle loro creazioni e al loro impegno. Va inoltre sottolineato che ancora oggi, nel volo libero, nelle rispettive classi internazionali vengono utilizzati motori a gomma (Wakefield) e propulsori a CO2. Nel Museo Austriaco dell’Aviazione di Graz-Thalerhof (*www.luftfahrtmuseum.at*) sono esposti da circa tre anni, in modo chiaro e illustrativo, modelli di aerei delle discipline del volo libero, del volo radiocomandato e del volo vincolato, oltre a motori per aeromodelli a partire dal 1940 circa e sistemi di radiocomando a partire dal 1960 circa. Vale sicuramente la pena immergersi nel mondo del modellismo aeronautico, poiché proprio questo ha costituito la base per i grandi aerei con equipaggio, i cui esemplari possono essere ammirati presso il Museo Austriaco dell’Aviazione.
Con questo articolo si è cercato di fornire una panoramica, certamente non esaustiva, dei primi passi del modellismo aeronautico fino al periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale.

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