L'agonia (dopo) le elezioni
Dopo il Lavochkin La-7 e l’Hawker Sea Fury, che ho pilotato ai Campionati mondiali di modellismo in scala 2018 a Meiringen, era giunto il momento di costruire un modello nuovo, più perfetto e più complesso per le gare di modellismo F4C.
La scelta di un nuovo velivolo è sempre difficile: deve piacermi e devo riuscire a trovare materiali adeguati per costruirlo nel modo più fedele possibile all’originale. È molto importante avere la possibilità di avvicinarsi a un velivolo originale per poterlo fotografare in tutti i suoi dettagli.
Così il mio collega David Kopal mi ha consigliato un modello che, secondo lui, era bello e complesso: il Trojan. La sua scelta mi ha interessato a tal punto che ho iniziato a cercare informazioni dettagliate su questo velivolo.
Per caso ho scoperto che all’aeroporto di Mnichovo Hradiště era parcheggiato un Trojan, e lì ho scattato delle foto a questo velivolo. La mia prima reazione è stata: «È un colosso, non ce la posso fare...»
Non si tratta del Trojan che tutti conoscono, bensì del Nomad, un Trojan modificato per l’aviazione civile.

Questo per quanto riguarda l’introduzione; passiamo ora a riassumere alcune particolarità relative alla fase di assemblaggio.
Fusoliera, tettuccio della cabina e copertura del motore: la struttura di base è costituita da paratie (orditi) il più leggere possibile in compensato di cartone, collegate tra loro da travi in abete rosso e balsa da 6×6. La fusoliera viene costruita come metà superiore, rivestita con balsa da 2×50 mm e incollata con SOP. Segue poi la calotta della cabina, costituita da compensato da 3 mm, legno di balsa e polistirolo estruso. Questa viene levigata grossolanamente per ottenere la forma desiderata. Dopo l’incollaggio delle centine e il rivestimento della metà inferiore della fusoliera, è stata realizzata la copertura del motore. Il raggio anteriore del cofano motore è costituito da polistirolo estruso e il tutto è laminato. Segue la realizzazione del vano motore, realizzato in compensato aeronautico dello spessore di 4 mm, adattato alla fusoliera e collegato al supporto del meccanismo del carrello anteriore. Il motore Fiala 85B2 è riuscito a entrare nel cofano motore solo levigando il legno di balsa attorno alle testate dei cilindri fino al laminato esterno. Un altro dei tanti problemi era che il coperchio del motore non si adattava alle testate dei cilindri quando ho realizzato un modello in scala delle aperture di scarico. Soluzione semplice: ritagliare il coperchio e lasciare un’apertura nel modello in scala. La parte inferiore viene infilata su due perni in duralumin e fissata nella parte anteriore al telaio con una vite M4. La parte superiore viene infilata su due tubi in duralumin da 12 mm e incollata attraverso la paratia del motore con un rivestimento in laminato. I coperchi apribili lateralmente sono sospesi su cerniere piatte MPJ e fissati su ciascun lato da una coppia di serrature da cabina, collegate da un tirante e sbloccate tramite un filo che fuoriesce accanto al motore del modello.
Ali: il profilo è lo stesso dell’originale. Le centine per l’alloggiamento del carrello di atterraggio sono realizzate in compensato di pioppo con tessuto intrecciato. La trave principale è costituita da travetti da 6×6 mm ed è rinforzata, ad eccezione del carrello di atterraggio, con compensato di pioppo incollato con tessuto di vetro inserito. Dai carrelli di atterraggio fino all’estremità dell’ala, tra i travetti è presente del balsa da 3 mm con tiranti verticali. L’ala viene assemblata nel suo insieme e successivamente tagliata in tre parti: il piano centrale fino ai flap di portanza e le estremità dell’ala, ciascuna lunga circa 500 mm, collegate da un tubo in durallum 25×1 intrecciato nel longherone. Le curve terminali sono levigate e laminate in polistirolo estruso. Dopo la pulizia, gli alettoni e i flap sono stati tagliati dall’unità; entrambi presentano una calotta in polistirolo estruso.

Il bordo d’attacco è laminato. Dopo aver tagliato e incollato gli alberi del carrello di atterraggio, l’ala viene unita alla fusoliera e rivestita con tessuto da 50 g. A causa della complessa transizione tra fusoliera e ala, l’intera ala deve sporgere all’interno dell’albero anteriore del carrello di atterraggio, fissato con 4 viti in acciaio M6. Il collegamento posteriore dell’ala con la fusoliera è coperto da un freno aerodinamico funzionante.
Volo: Successivamente è stato effettuato un primo volo del modello, ma solo allo stato grezzo, per risparmiarmi il lavoro in caso di un incidente sfortunato (crash). Durante il primo volo non si è verificato nulla di negativo, anzi, il Nomad ha superato tutte le aspettative al suo primo decollo. Il modello si è dimostrato tranquillo e stabile in tutte le condizioni di volo. L’atterraggio con il Trojaner è una vera delizia, quindi la mia piccola anima era soddisfatta e pronta per il completamento...
Finitura: dopo aver levigato a umido l’intera superficie del modello, ho tracciato la carenatura e le lamiere. Ho utilizzato una parte dei rivetti incollati dal plotter (sull’ala, dal muso al longherone principale e sul cofano motore), mentre il resto sono rivetti inumiditi con colla a dispersione. I vari cappucci e coperchi sono realizzati in cartoncino da 0,3 mm e fissati con piccole viti con testa da 1,5 mm di diametro. Ce ne sono circa 1000, in parte a testa svasata e in parte a testa semicircolare. Tutta la preparazione per la finitura superficiale è stata un’attività terribilmente lunga e noiosa, ma penso che ne sia valsa la pena. L’intero modello è verniciato con una vernice lucida 2K.

Come motore ho scelto il Fiala 85B2, che si è rivelato molto potente e parte davvero alla grande. Purtroppo, dopo aver esaminato il modello nel suo complesso, ho scoperto di superare di 200 g il limite di 15 kg prescritto per la categoria F4C/H. Dato che non c’era modo di alleggerirlo all’ultimo minuto prima della prima gara, ho dovuto fare un grande passo indietro e montare un motore boxer DLE60; purtroppo nessun altro modello ci sta, perché, nonostante il modello sia davvero grande, lo spazio è molto ristretto.
Con il nuovo motore, con un po’ di carburante nel serbatoio, sono arrivato a ben 14.500 g. Tutto quello che ho dovuto fare è stato spostare l’intera elettronica nella fusoliera, in modo da non dover usare troppo piombo di assetto. Dopo la prima prova con il nuovo motore, è emerso che la potenza è sufficiente, solo il rumore... purtroppo è così con un motore a due tempi.

| Apertura alare | 2600 mm |
| Peso | 14,5 kg |
| Motore | DLE60, motore boxer da 60 cm³ / Fiala 85B2 (inizialmente) |


52. COPPA DELLE ALPI 2026

CAPISCI COSA INTENDO? 125 ANNI DELL’AERO CLUB SVIZZERO

CORSAIR F4U – UN WARBIRD DALL’ASPETTO SUCCESSO

Novità da HEBU

APPROFONDIMENTI SULLA STORIA DELL’AVIAZIONE ACQUATICA

GIORNATA DI PROVA PRESSO L'MFV WETTINGEN

VOLO LIBERO IN PIENA ESTATE

LA STORIA DEL PC-21

COUPE DES ALPES – OSSERVARE E IMPARARE

GEMELLAGGIO

ORGOGLIO E BUONE IDEE

EURO CONTEST GLIDER ACRO TOUR AUSTRIA 2026

DALLA GIOVENTÙ PER LA GIOVENTÙ

TEAM MANAGER «THIS» BOSSHARD

ATOM, IL NUOVO AEREO A DOPPIO PIANO DELLA CPLR

34° CAMPIONATO ALPINO DI MODELLISMO AEREO DI HAHNENMOOS

FESTIVAL ESTIVO 2026 PRESSO LA MG USTER

CAMPIONATI EUROPEI F3A A ST-MACAIRE, FRANCIA

BENVENUTO, NUOVO MEMBRO!

Novità su Leomotion.com

PICCOLI VELISTI CHE PRENDONO ESEMPIO DAGLI ALTRE

HORIZON HOBBY/LEMACO NEWS:MICRO OV-10 BRONCO 645 MM VON E-FLITE

RICORDI

REGIONE NOS – UN CENTRO DI ECCELLENZA PER IL VOLO ELETTRICO

NOTIZIE DA HEBU

DA 0 A 100

70 ANNI DEL GRUPPO DI AEROMODELLISMO DI NIDWALDEN
