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Resoconto sull'esperienza: un anno con il sistema FASST a 2,4 GHz di Futaba

von Michel Hauser
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Il clamore suscitato dai sistemi di trasmissione a 2,4 GHz si è un po’ placato. Ho pensato che fosse giunto il momento di condividere le esperienze che ho fatto. Non sono né un tecnico elettronico né un fisico. Questo resoconto è tratto dall’esperienza pratica e riflette le mie esperienze e impressioni personali.


I retroscena

Il mio primo sistema RC a quattro canali è stato, molti anni fa, un Europasprint della Multiplex. Prima di allora possedevo un trasmettitore a due canali della Graupner. Oggi utilizzo l’Europasprint per il simulatore di volo. Nel 1996 ho acquistato un 3010 della Multiplex. Ho avuto quel trasmettitore per quasi dieci anni. In quel periodo ho dovuto sostituire il set di joystick...


Ho dovuto far sostituire l’antenna, era «logora». Per il resto, il trasmettitore funzionava bene. All’inizio utilizzavo ricevitori Multiplex. Successivamente sono passato a Graupner e Hitec. Infine ho utilizzato i ricevitori Berger (Sexta + Octava). Nel corso degli anni le mie esigenze sono aumentate ed è emerso il desiderio di maggiore «sicurezza». Il mio 3010 aveva ormai circa 10 anni ed era giunto il momento di qualcosa di nuovo. Ho acquistato il T14

MZ della Futaba (35 MHz). Nei modelli più piccoli continuavo a utilizzare i ricevitori PPM-FM Berger, mentre nei modelli più grandi e nell’elicottero utilizzavo il ricevitore PCM FP-R149DP (35 MHz). Ho volato con il T14MZ e il modulo a 35 MHz per ben tre anni e ne sono rimasto molto soddisfatto.


Il passaggio alla frequenza di 2,4 GHz

All’inizio del 2008 ho acquistato il modulo a 2,4 GHz per il mio trasmettitore Futaba T14MZ e un ricevitore R6014FS. Dopo una fase di prova di due settimane su un modello in EPP, ho equipaggiato tutti i miei modelli con ricevitori a 2,4 GHz. Il motivo principale di questa conversione era quello di escludere il rischio di interferenze dovute alla doppia occupazione dei canali. Negli ultimi anni, l’utilizzo dei sistemi RC a 40 MHz/35 MHz è aumentato notevolmente ed è ormai molto difficile da controllare.

Da questo punto di vista, il sistema a 2,4 GHz è una vera benedizione. Dopo poco più di un anno di utilizzo dei 2,4 GHz, posso solo esprimere un giudizio positivo. Piloto diversi modelli elettrici (modello F3A, Extra 300L da 2,6 metri, modello da interno Clic, elicottero T-Rex 600, aliante F3B, ...). Ritengo che il sistema a 2,4 GHz della Futaba sia almeno alla pari con il PCM 1024/2048 a 35 MHz in termini di sicurezza di trasmissione, con la differenza che è stato risolto il problema della doppia occupazione dei canali.


Posa dell'antenna

I ricevitori a 2,4 GHz che ho installato sono i modelli 6014FS, R608FS, R617FS e, per il mio modello da interno, l’R6004FF, che pesa solo 3,3 grammi. Ad eccezione dell’R6004FF, tutti dispongono di due antenne lunghe circa 13 cm. Le possibili modalità di installazione sono descritte nel manuale d’uso. L’installazione accurata



e l'orientamento delle due antenne contribuiscono in modo determinante alla sicurezza della trasmissione. Ecco alcuni esempi/soluzioni:


Qualche considerazione sulla velocità di posizionamento e sulla risoluzione dei sistemi di trasmissione

Per ottenere un comando diretto, preciso e soprattutto rapido dei timoni, secondo la mia esperienza sono determinanti innanzitutto i servocomandi installati. Non fa una grande differenza se si utilizza il sistema PPM-FM, PCM o a 2,4 GHz. Non ho riscontrato alcuna differenza tra la griglia a 1024 canali di frequenza (ad es. ricevitore FP-R149, R617FS) e la griglia a 2048 canali (ad es. ricevitori R5114DPS G3, R6014FS). Ritengo che sia piuttosto una questione di opinione. La differenza più evidente si riscontra tra PPM-FM e

PCM 1024/1048, ma non tra PCM 1024/1048 e 2,4 GHz.


Temperatura ambiente elevata

Secondo la scheda informativa, i ricevitori Futaba a 2,4 GHz sarebbero sensibili a temperature ambientali superiori a 50 °C. Penso che, alle nostre latitudini, se in estate non si lascia il modello con il ricevitore integrato in auto o esposto al sole cocente, non ci sia nulla da temere. Inoltre, è opportuno evitare temperature ambientali eccessive anche per i ricevitori a 35 MHz/40 MHz. È opportuno prestare attenzione a questo aspetto sia durante l’installazione che durante il funzionamento.


Impulsi di uscita del servocomando di bassa intensità

Inoltre, gli impulsi di uscita del servo a bassa tensione di 2,7 V del ricevitore F6014FS



è un aspetto da tenere in considerazione. Sia alcuni servocomandi che gli interruttori per batterie presentano problemi con questa tensione di uscita più bassa. Per tenere sotto controllo il problema, è importante collegare un solo servocomando per ogni canale/uscita servocomando del ricevitore, evitando quindi i «collegamenti in parallelo». D'altra parte, è importante disporre di un'alimentazione stabilizzata per il ricevitore. Da anni utilizzo «regolatori di tensione» (Lipo Controller) alimentati da una batteria LiPo 2S da 8,4 volt. La tensione di uscita stabilizzata può spesso essere regolata tra 5,5 V e 6 V. Chi non gradisce l’uso di una batteria LiPo per l’alimentazione del ricevitore può anche utilizzare una batteria NiMH a 5 celle. Utilizzo diversi servocomandi e anche diversi circuiti di commutazione delle batterie e finora non ho riscontrato alcun problema.

«Soppressione dei disturbi» dei cavi
dei servocomandi Ancora una nota sulla «soppressione dei disturbi» dei cavi dei servocomandi tramite anelli di ferrite. In passato li utilizzavo con cavi lunghi. Da alcuni anni ho smesso di usarli. Non ho riscontrato alcun effetto negativo. Al contrario, ho avuto buone esperienze con i modelli elettrici utilizzando i

(Fut-1413). Soprattutto nei modelli elettrici di grandi dimensioni, la catena cinematica può causare interferenze. Un filtro antinterferenza Futaba inserito tra il regolatore e il ricevitore contrasta questo fenomeno. Per il resto, finora non ho utilizzato alcun filtro: a volte meno è meglio.


Conclusione

Personalmente consiglio vivamente il passaggio alla frequenza di 2,4 GHz. Nel corso della transizione, è molto opportuno non limitarsi a convertire solo una parte dei modelli. Da un lato, l’adeguamento completo di più modelli presenti nell’hangar comporta una spesa non indifferente; dall’altro, quando si utilizzano due sistemi operativi, il rischio che sul campo di volo, alle frequenze di 35 MHz/40 MHz, per abitudine ci si dimentichi di estrarre l’antenna a stelo o addirittura di montarla è molto elevato. In questo modo, tutti i «vantaggi in termini di sicurezza» offerti dalla banda a 2,4 GHz verrebbero vanificati. Inoltre, a mio avviso, i moduli non sono stati progettati per essere collegati e scollegati continuamente.

In questo senso auguro a tutti voli sicuri e senza interferenze.

Michel Hauser
www.michel-hauser.ch



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