Si cerca una persona compatibile
Niente rovina l'estetica di un modello a vela più di una calotta della cabina mal adattata. Soprattutto se è realizzata in materiale trasparente e deve essere incollata al telaio e verniciata lungo i bordi. Qual è il modo corretto di procedere?
Devo ammettere che non ricordo più da quanto tempo non mi capita di dover svolgere questi lavori. Ai tempi degli ARF, di solito questi elementi vengono forniti già pronti ai clienti. Con il Vettore non è così: qui è necessario dedicarsi al modellismo. Se si procede con precisione e cura, però, non è affatto un’impresa impossibile. Ci vuole però molta pazienza, qualità che l’«artigiano della calotta della cabina» dovrebbe possedere. Per quanto riguarda la procedura di modellismo, vale quanto segue: qui c’è spiegato come si fa.
Per prima cosa occorre trasferire sulla calotta il tracciato esatto del punto di appoggio sulla fusoliera, creando una linea di riferimento. E in questo senso le moderne fusoliere da aliante, con i loro appoggi della cabina che seguono dei raggi, rappresentano sfide ben diverse rispetto ai modelli d’epoca con tracciati rettilinei. La calotta trasparente, tagliata grossolanamente, viene posizionata, allineata e fissata con nastro di carta. A questo punto è necessario disporre di un telaio della calotta funzionante. Deve quindi essere dotato di tutti gli elementi di fissaggio; la chiusura della calotta è già montata nella fusoliera.
Ora entra in azione il bisturi: con esso tracciamo, esercitando una leggera pressione, il contorno dell’appoggio del telaio. Una volta fatto ciò, la calotta deve essere rimossa con le forbici per essere rifilata. Tagliamo con cautela lungo il segno tracciato utilizzando forbici piuttosto piccole.
Spinti dalla curiosità e per verificare, quando si prova a posizionare la calotta tagliata su misura subentra la frustrazione. Non calza, è ancora troppo grande. Come mai? La spiegazione è molto semplice: in questa prima fase di adattamento, la calotta poggia sulla fusoliera, che risulta sovradimensionata rispetto al telaio della calotta. Non resta altro da fare che ripetere l’intero procedimento. Ma niente paura, siamo a un passo dall’obiettivo del taglio.
Le forbici seguono il nuovo tracciato – c’è solo un po’ di materiale da tagliare – e ci portano quasi a destinazione. «Quasi» perché la nostra calotta, in alcuni punti, non si adatterà ancora in modo del tutto soddisfacente. Perché nessuno, con le forbici, riuscirà a ottenere il raggio locale corretto in ogni singolo punto.
In questa fase, tramite ripetuti appoggi e tracciature, si individua dove è necessario asportare altro materiale. Le sporgenze più grandi – piuttosto rare in questa fase – possono essere tagliate con le forbici; in caso contrario, entra effettivamente in gioco la lima. Su plastica morbida? Sì, è possibile ed è in realtà l’unico modo per modellare correttamente il bordo della calotta. Tuttavia, ci sono alcune cose da tenere a mente. La calotta trasparente deve essere appoggiata su una superficie morbida, la barra abrasiva va rivestita con carta abrasiva grana 80 e la polvere di levigatura che si forma non deve assolutamente essere rimossa, altrimenti si formano immediatamente dei graffi. «Soffiare via» è la parola magica: chi possiede un compressore è avvantaggiato. In ogni caso, questa operazione va ripetuta finché la calotta non si adatta il più precisamente possibile. Non deve in nessun caso sporgere da qualche parte o essere troppo grande. Una leggera misura inferiore, invece, non è un problema grave. Ci torneremo più avanti. Ma ora bisogna prima «unire», incollare, il cofano al suo telaio in vetroresina. A tal fine, è necessario irruvidire con cura la sua superficie interna, il punto di incollaggio. Una volta rimossa la polvere di levigatura, bisogna assicurarsi che, una volta applicata la colla, la calotta si posizioni correttamente al primo tentativo – altrimenti, se si dovesse correggere la posizione, la colla verrebbe spalmata in modo irregolare. Mentre è ancora asciutta, con il telaio sulla fusoliera e la calotta fissata con precisione, si praticano due fori ciechi, uno davanti e uno dietro, entrambi al centro, attraverso la calotta e il telaio, in cui va inserito un perno di guida ciascuno. Una volta che tutto è a posto, si passa all’incollaggio.
La colla scelta è la Uhu plus endfest, addensata con microballon – una consistenza simile a quella del miele denso non è male – e applicata con la punta di una lancetta sul bordo del telaio della calotta. Non tentare in nessun caso di applicare l’emulsione adesiva sul bordo levigato della calotta, poiché si formerebbero immediatamente minuscoli «bastoncini di colla» che verrebbero proiettati all’interno della calotta a causa della sua carica elettrostatica. La fusoliera è stata precedentemente trattata abbondantemente e più volte con cera distaccante, la calotta è pulita, il telaio è posizionato sulla fusoliera, i perni di guida sono inseriti. Ora tutto dipende dalla precisione con cui si riesce a infilare la calotta sui due perni. I mutanti con quattro mani sono avvantaggiati. Ma dato che non esistono, l’autore chiede aiuto alla propria consorte; dopotutto, si tratta di un matrimonio. Una volta ottenuto il corretto posizionamento, si fissa inizialmente con alcune strisce di carta crespa. Si rimuovono i perni e la nostra coppia viene lasciata asciugare. E per un bel po’, perché altrimenti l’intero insieme risulterebbe difficile da staccare dalla fusoliera.
Il giorno dopo la situazione si fa interessante. Il gruppo telaio-capottina oppone una resistenza sistematica ai tentativi di smontaggio più timidi. Bastano però dei leggeri colpi con il bordo della mano sulla fusoliera per risolvere il problema. È quindi vantaggioso che non siano ancora stati montati i longheroni o le piastre dei servocomandi, in modo che possa cedere. Rifinire la calotta, rimuovere la colla in eccesso levigandola e montarla di prova. Anche se si è lavorato con la massima precisione possibile, dovremo applicare un ulteriore strato di resina. Lo facciamo ora con resina epossidica, a sua volta miscelata con microballon; la fusoliera è stata nuovamente ben cerata prima di posizionare la calotta incollata. L’emulsione di resina va applicata solo nei punti precedentemente segnati e deve essere completamente indurita prima di passare alle fasi finali di lavorazione.
E queste consistono nel levigare le sporgenze e verificare l’adattamento. Se tutto è a posto, si può procedere alla verniciatura del bordo della calotta. Dopo aver mascherato con nastro adesivo speciale utilizzato nella verniciatura automobilistica, si procede alla levigatura del bordo della calotta. Si può tranquillamente utilizzare carta abrasiva un po’ più ruvida, la grana 100 va bene. Bisogna levigare fino al nastro di mascheratura, perché sulla superficie altrimenti liscia del CAB la vernice non aderisce. E nemmeno lo stucco, che ora va applicato per primo. Con il pennello, in modo che dopo due mani anche i segni di levigatura più grossolani vengano riempiti. Chi vuole fare un lavoro davvero accurato, prima di questa operazione rimuove il nastro adesivo e lo sostituisce. Il motivo: durante la levigatura del bordo del cofano sarà quasi impossibile evitare che il nastro venga danneggiato in un punto o nell’altro. E in quei punti si formerà inevitabilmente un bordo di verniciatura irregolare.
Niente da fare: anche se ora è necessario levigare a umido – per lisciare lo stucco – lo si fa utilizzando una quantità moderata di acqua. Levigiamo finché lo strato di stucco non risulta uniformemente liscio. Eventuali punti leggermente più sottili a causa della levigatura sono irrilevanti, l’importante è che siano lisci. Prima di procedere alla verniciatura finale dei bordi, è necessario ricoprire tutto, perché la nebbia di vernice è una compagna davvero subdola: si deposita ovunque.
Bene, ora siamo finalmente giunti all’ultima fase di lavoro: la verniciatura. Il bianco, RAL 9003, si abbina perfettamente al gelcoat bianco dei nostri scafi in vetroresina. Chi dispone di un compressore e di una pistola a spruzzo e sa come usarli, può mettersi all’opera. L’autore procede in questo modo: utilizza una vernice bicomponente e applica due mani di vernice a nebbia sul componente precedentemente pulito con estrema cura. Non cercate in nessun caso di verniciare in modo coprente in un’unica passata! La vernice finirebbe solo per colare via. Lasciate asciugare bene, fino a 15 minuti a seconda della temperatura, e poi verniciate in modo coprente e lucido. Non applicate troppo prodotto, altrimenti si formerà solo un bordo spesso. Chi non è in grado di farlo, può tranquillamente ricorrere alle bombolette spray: di solito si tratta di vernice monocomponente, ma va bene lo stesso. Oppure affidarsi a un verniciatore di auto. È utile averne uno nel club. La vernice deve essere completamente asciutta, solo allora la calotta della cabina può essere rivestita e liberata dalla sua copertura. Il nastro adesivo da verniciatura, di colore arancione nel nostro esempio, va applicato per ultimo e rimosso con un angolo molto acuto, come mostrato nel caso del cruscotto. La rivelazione arriva quando si posiziona la calotta sulla fusoliera e si ottiene l’adattamento mostrato nell’immagine.


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