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ASK 14, un aliante a motore degli anni Sessanta

von Jürgen Rosenberger
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La cantina dei lavoretti è vuota; da appassionato di modellismo, cerco un «kit di vecchia scuola»: ARF e PNP non fanno per me, e così mi imbatto nel sito di Günther Schneider. Un ASK 14 mi attira particolarmente: essendo azionato da un motore elettrico, non dipende da macchine di traino.


Qualche settimana dopo, sul mio tavolo da lavoro c’è un pacco piuttosto pesante. Una volta aperto, ne emana un profumo di legno piacevolissimo. Tavolette di compensato di balsa, pioppo e betulla, oltre a listelli di pino, mi sorridono.


Costruzione della fusoliera

Assembliamo la chiglia, lunga 2,66 m, utilizzando due semigusci. Nella parte superiore e inferiore, o meglio: verso la parte posteriore e quella inferiore, si fissano sul pannello di costruzione dei telai prefabbricati in compensato; la posizione dei 14 semicadri è determinata dagli intagli prefabbricati presenti sui bordi in compensato citati. La struttura acquista stabilità grazie all’inserimento di roving di pino.

Mezza scocca sinistra, mezza scocca destra: il tutto si realizza in un batter d’occhio; bisogna solo fare attenzione, nella foga del lavoro, a non fabbricare due mezze scocche sinistre o due destre. Per incollare le due metà dello scafo utilizziamo un banco di incollaggio a travi, le cui aste devono essere allineate orizzontalmente con l’aiuto di una livella a bolla. Come primo passo, si fanno scivolare le due metà dello scafo sulle aste del banco. La listella di pino laterale, posizionata al centro su entrambi i lati – che corre lungo la linea zero – funge da supporto. In questo modo si impedisce una torsione attorno all’asse longitudinale. Nella seconda fase, posiziono degli spilli all’inizio, al centro e alla fine della parte posteriore dello scafo e allineo il pezzo da lavorare utilizzando un raggio laser. Lo scheletro di ordinate e listelli così allineato viene fissato puntualmente alle travi dello scalo con colla istantanea fino al rivestimento della parte posteriore dello scafo!


Stabili e ali

Il timone di quota e il timone di direzione vengono assemblati con bordature in compensato, nelle cui incisioni pre-fresate si



inserisce le nervature. Il prossimo paragrafo riguarda la realizzazione delle ali, di cui si parla di ben 5,72 m di apertura alare. Per la struttura del longherone, il progettista prevede un dimensionamento graduale nella disposizione delle listelle di pino; ciò significa che un longherone, riempito internamente con listelle di legno massiccio sul lato della fusoliera, si assottiglia verso l’esterno dell’ala per quanto riguarda la quantità di listelle. Per evitare spiacevoli sorprese, è necessario prevedere incastri di lunghezza sufficiente. Specifiche di Schneider: 50 mm all’interno, 30 mm all’esterno. Il longherone così ottenuto viene incollato sul lato anteriore e posteriore con rinforzi in cartoncino da 3 mm

. Queste ultime presentano delle incisioni nelle quali, in seguito, vengono inserite le nervature divise nel rapporto ⅓ : ⅔. Per prima cosa si incolla la parte anteriore con 38 semicostoloni e la listella ausiliaria, quindi si ruota il pezzo di 180° sul banco di lavoro e si incollano le parti posteriori. Iniziamo con i lavori di rivestimento! In una conversazione personale, Günther Schneider consiglia di utilizzare la colla poliuretanica (Sudal) al posto della colla bianca. Secondo lui, l’uso della colla poliuretanica offre una migliore maneggevolezza e una maggiore resistenza. Un esempio è il rivestimento dell’ala: si fissa la tavola di balsa spalmata di colla con degli spilli



sulla listella di supporto, attendere da 30 a 40 minuti, quindi inumidire la tavoletta e piegarla attorno alla curvatura della nervatura aggiungendo della colla. La linea di incollaggio sottoposta a trazione resiste senza rompersi; la colla, una volta asciutta, è resistente all’acqua. Svantaggio: il PU forma un cordone schiumoso, ma può essere facilmente levigato o rimosso con un coltello. Per rinforzare il

del rivestimento in balsa dello scafo, si applica un tessuto di vetro da 45 g. Seguendo un consiglio di Schneider, non utilizzo la consueta miscela di resina, ma Contura, un primer idrosolubile per materiali a base di legno. Vantaggio: l’applicazione del tessuto e del primer con il pennello,

rullo e con una carta di credito risulta più semplice rispetto alla lavorazione della resina. Dopo 2-3 ore si ottiene una superficie facilmente levigabile. Svantaggio: i successivi test di volo, compreso il trasporto, dimostrano che, in termini di sensibilità alla pressione, questo procedimento è inferiore all’applicazione della resina.


Fine

Le ali e i profili alari vengono rivestiti con Oratex, mentre la fusoliera viene verniciata. Schneider fornisce un carrello di atterraggio retrattile monogamba in CFRP di sua produzione. Ai primi



Scheda tecnica
Scala:1:2,5
Apertura alare:572 cm
Lunghezza:266 cm
Superficie alare:201 qdm
Peso in volo:15 kg
Carico alare:69,00 g/qdm
Centro di gravità:134 mm dietro il bordo d'attacco
Profilo:S2027 mod.
Motore elettrico:Dualsky XM 6360EA-22, KV 190
Batteria LiPo:12S
Elica:APC 20X10E
Regolatore:Hobbywing Flyfun 130 A
Servocomandi:Spektrum A 6150 HV su alettoni e flap
; elevatore, rollio, carrello retrattile: Servo JX CLS 6336HV

Durante gli atterraggi, la leva di collegamento al servocomando si rompe; viene sostituita con un pezzo in alluminio. Il baricentro deve essere regolato a 134 mm dietro il bordo d'attacco. Ciò si ottiene dopo aver posizionato il motore, il regolatore di velocità e le batterie LiPo 12S, aggiungendo 1,5 kg di piombo.


I test di volo

Riporre il modello nella station wagon, per quanto spaziosa, si rivela un’impresa snervante. Imprecando, mi sfugge il giuramento di non costruire mai più un «mostro» del genere. All’aerodromo, come previsto, l’assemblaggio si rivela difficile: le ali, montate in modo flottante nella fusoliera

devono essere fissate tramite 2 viti M6, da inserire nei fori delle linguette alari. Per allineare i due fori di ciascuna vite è necessario l’aiuto di un collega modellista, che deve sollevare o abbassare delicatamente una delle due ali finché i fori di entrambe le alette non si sovrappongono in modo tale da poter inserire le viti. Dopo il decollo, il velivolo accelera con grande slancio; non è necessario sostenere lateralmente le ali e, dopo 30 m, Berta è «in volo». Ora si presenta un'immagine maestosa del volo. Tranquillamente in



Volando a cerchi come un uccello, l’ASK 14 traccia le sue traiettorie nel cielo. I comandi ai timoni vengono accolti con una certa calma. Non è progettata per le acrobazie aeree. Nelle vicinanze, alcuni uccelli volteggiano nelle correnti termiche; guidata in quella direzione, la macchina sale allegramente insieme a loro. Gli atterraggi sono un vero piacere: descrivendo un ampio cerchio con traiettoria piatta, l’ASK raggiunge il bordo del campo e si posa morbidamente come il burro. Rimane la domanda: costruirò di nuovo un modello di queste dimensioni? La risposta: un deciso «sì e no»!

Conclusione: Schneider Modell/Kufstein offre un kit di vecchia scuola che terrà a lungo occupati gli appassionati di modellismo in legno nel proprio laboratorio. Il prodotto finale è un gioiellino da volo dal carattere docile, con un'apertura alare di 5,72 m e un rapporto qualità-prezzo accettabile.




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