Riparazione di una fusoliera stampata in materiale composito
La nostra passione prima o poi ci riporta inevitabilmente, in modo un po’ brusco, sul pianeta Terra! È senza dubbio questa particolarità che ci unisce nel modellismo aeronautico: la terza dimensione, quella libertà di evoluzione che a volte ci causa non poche sofferenze.
Da costruttore nell’anima, vorrei con queste poche righe darvi alcuni consigli per riparare una fusoliera in materiale composito.
Questa tecnica non è certamente l’unica né la migliore, ma ha il pregio di essere veloce e di fornire un risultato accettabile. Insomma, ecco un esempio che, spero, vi farà passare dal ruolo di consumatori a quello di riparatori!
Prendiamo ad esempio un Rafale, con un peso in ordine di volo di 7 kg: a seguito di un guasto al motore dopo il decollo, l’aereo è tornato a terra in un batter d’occhio. Il primo volo è stato, per un attimo, anche l’ultimo! Sniff. Dopo l’emozione, la riflessione, la valutazione dei danni! Il numero di pezzi non è determinante; il criterio per la riparazione sarà piuttosto l’accessibilità alla zona danneggiata. Infatti la riparazione avverrà su entrambi i lati: all’esterno per garantire l’aspetto estetico e all’interno per ricostruire una cellula rigida. Tuttavia, per le zone difficilmente accessibili, come la trave di coda di un aliante, la tecnica sarà diversa. Torniamo al nostro “paziente”.

Comincio allineando le parti strappate; poiché la posizione è determinata dallo strappo, occorre comunque prestare attenzione all’allineamento; una goccia di cianoacrilato fissa la posizione.
Successivamente tutte le parti verranno levigate dall’interno e lavorate; mi assicuro quindi che restino unite creando un «ponte» con l’aiuto di un pezzetto di listello incollato con resina epossidica a presa rapida. La levigatura potrà avvenire senza timore che gli allineamenti si compromettano!
Assicuratevi, non solo per motivi ecologici ma anche per semplicità, di raccogliere tutti i pezzi sul luogo dell’incidente! Se tuttavia dovesse mancare un segmento, ecco una soluzione semplice ed efficace.
Per le parti più complesse, questa tecnica è parzialmente applicabile, se non addirittura inutilizzabile. In tal caso, uno stampo a perdita o una costruzione separata consentiranno di ricostruire la zona mancante.
Ora che l’intero aereo ha ritrovato la sua forma, ricostruiremo la cellula rigida. Per farlo è indispensabile levigare dall’interno l’area adiacente a uno strappo. A tal fine utilizzo il «Dremel», levigando generosamente 20 mm a destra e a sinistra, in modo da eliminare tracce di grasso e vernice e preparare la superficie per una buona adesione della colla.
La riparazione vera e propria viene effettuata con resina epossidica e pezzi di fibra di vetro tagliati su misura.
Una volta riparati tutti gli strappi e riempiti gli spazi mancanti dall’interno, attendere (senza stare nelle vicinanze, ovviamente) un tempo di polimerizzazione sufficiente.
Passiamo quindi all’esterno. Si tratta di rifare al meglio la finitura; siamo realistici: ottenere un risultato pari a quello appena uscito dallo stampo sarà difficile, ma abbiamo appena salvato un modello dal container! Rimuovo i «ponti», levigo abbondantemente le zone interessate, ed è qui che tornano i primi sorrisi perché la silhouette c’è eccome. Personalmente levigo a macchina; la levigatrice eccentrica sembra uno strumento inadatto per le sue dimensioni, ma in realtà
Ritagliare un foglio di acetato, un foglio di plastica rigido e flessibile al tempo stesso, in modo da riprodurre al meglio la geometria della zona mancante. Incollare il foglio con del nastro biadesivo il più vicino possibile al bordo. È ovvio che per

Lavorando in questo modo si evita di dedicarci troppo tempo! Per colmare le imperfezioni e creare un fondo di adesione, stendo sulla superficie esterna una miscela non colante di resina epossidica e addensante. La spatola larga permette di lisciare il tutto.
Il resto del procedimento è simile a una tradizionale finitura in fibra di vetro: levigatura, stucco rapido, levigatura, levigatura ad acqua, stucco di rifinitura, levigatura ad acqua, verniciatura. Per semplicità ho riverniciato solo la zona danneggiata; naturalmente, a seconda del tempo a disposizione e del livello di rifinitura desiderato, è possibile levigare l’intero velivolo e cogliere l’occasione per cambiare la decorazione, ma in questo caso si è trattato proprio di una riparazione e non di una ristrutturazione! ■
Martin Reichert


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