U-Space e droni
Noi appassionati di aeromodellismo consideriamo spesso i droni una minaccia per il nostro passatempo preferito, quando piloti inesperti causano violazioni dello spazio aereo e provocano i residenti nei quartieri abitati. Da questo punto di vista, si tende a dimenticare l’impulso innovativo per il futuro digitale dell’aviazione. In questo contesto, l’U-Space svolge un ruolo importante.
U-Space: probabilmente la maggior parte di noi ha già sentito questo termine. Ma cosa si intende esattamente? Nell’U-Space vengono integrati tra loro diversi processi digitali e automatizzati. L’U-Space consente un funzionamento sicuro ed efficiente dei droni civili, che non dipende dal controllo del traffico aereo con personale a terra e permette una coesistenza sicura con l’aviazione con equipaggio. Diamo uno sguardo a un futuro non più così lontano: un fornitore di servizi con droni riceve l’incarico di effettuare una serie di voli di rilevamento con un drone di medie dimensioni. Su un’app inserisce il proprio piano di volo e il tempo necessario per i voli. Il sistema indica se tale operazione è consentita in quel luogo. Sull’app può verificare
se lo spazio aereo utilizzato è disponibile a tale scopo o se in quel momento vi sono altri voli in corso o se lo spazio aereo è addirittura chiuso. Sulla stessa app ha anche accesso a servizi meteorologici che possono essergli utili nella pianificazione del volo. Non appena il sistema gli dà il via libera, può avviare la sua operazione.
Il drone, ovviamente registrato, è visibile sull’app per tutti gli altri utenti, ma anche per il controllo del traffico aereo, durante l’intero volo. Di norma, queste operazioni con i droni si svolgono a bassa quota (meno di 120 m dal suolo) e non mettono a rischio il traffico aereo con equipaggio a bordo. Nel nostro esempio, tuttavia, un elicottero di soccorso deve entrare nello stesso spazio aereo. Il pilota del drone riceve ora tramite U-Space un avviso che gli segnala che un aeromobile con equipaggio potrebbe eventualmente incrociare la sua rotta di volo. In questo modo è in grado di deviare o di interrompere il volo con breve preavviso.
Ciò che qui sembra molto semplice è in realtà un processo estremamente complesso. Non c’è alcun controllore di volo che autorizzi un volo e avverta di una possibile collisione. Un drone che vola fuori dal campo visivo del pilota non può essere pilotato secondo il principio «See and avoid». Questo principio viene invece applicato nello spazio aereo non controllato, dove facciamo volare anche i nostri modellini. L’intero processo si basa su sistemi automatizzati che devono, non da ultimo, collegare tra loro l’aviazione con e senza equipaggio, compresa la sicurezza aerea.
Questo esempio, per ora ancora fittizio, diventerà presto realtà. Già nel settembre 2017, a Ginevra, lo Swiss U-Space è stato presentato a un vasto pubblico internazionale. I rappresentanti della Commissione europea presenti si sono mostrati molto impressionati dal fatto che questa presentazione non si sia svolta in una zona deserta, ma in una città situata proprio accanto a un aeroporto intercontinentale. La presentazione, alla quale hanno partecipato Skyguide, l’UFAC e una serie di aziende private, ha dimostrato in modo impressionante la fattibilità tecnica dell’U-Space.
Nell’UE il progetto U-Space è gestito dalla fine del 2018 da un gruppo di lavoro al quale partecipa attivamente anche la Svizzera. Per il 2023 è prevista una normativa paneuropea su U-Space che definirà il quadro normativo per l’accesso al mercato. Resta tuttavia da vedere se la Svizzera potrà adottare a sua volta questa normativa, alla cui elaborazione ha contribuito in modo determinante. La Commissione europea subordina l’U-Space all’adozione della normativa europea sui droni, che la Svizzera non è ancora in grado di recepire. Benoit Curdy, responsabile del progetto U-Space presso l’UFAC, afferma a questo proposito: «Finora abbiamo potuto trarre vantaggio dalla cooperazione internazionale a vari livelli, non da ultimo grazie all’attuale posizione di leadership della Svizzera». Curdy sottolinea che un’iniziativa nazionale in solitaria avrebbe poco senso.
A livello nazionale, alla fine del 2018 l’OFAC ha lanciato, insieme al servizio di controllo del traffico aereo skyguide, un progetto di partenariato pubblico-privato volto a sviluppare, testare e implementare tecnologie e servizi. Alla Swiss U-Space Implementation (SUSI) partecipano, oltre a diverse aziende svizzere, anche società internazionali come Airbus, il produttore di droni Matternet o Aurora Switzerland, filiale di Boeing.
Tra due anni i primi spazi aerei U-Space dovrebbero essere operativi. «Non stiamo pianificando una soluzione su vasta scala, ma intendiamo implementare U-Space laddove gli utenti lo richiedano o laddove l’applicazione abbia senso», sottolinea Benoit Curdy. Un primo spazio aereo U-Space è previsto nella regione di Sion, dove i droni da lavoro per l’irrorazione dei vigneti e gli elicotteri condividono in parte lo spazio aereo in aree ristrette. Una seconda applicazione sensata per U-Space è la condivisione di spazi aerei controllati, per i quali al momento sono ancora necessarie autorizzazioni individuali da parte del servizio di controllo del traffico aereo skyguide.
U-Space rappresenta una minaccia per noi modellisti? No, afferma con chiarezza l’esperto dell’UFAC. Il modellismo aereo praticato nell’ambito di associazioni e federazioni è escluso dalla normativa europea sull’U-Space. In collaborazione con la Federazione di modellismo aereo, l’OFAC sta addirittura lavorando a una soluzione valida per l’intero settore del modellismo aereo sia nella

La regolamentazione dei droni, come quella prevista dalla normativa U-Space.
Come illustrato nel precedente esempio di Sion, l’U-Space viene impiegato laddove si ottengono vantaggi sia per il controllo del traffico aereo che per gli utenti. Tuttavia, con una maggiore diffusione, l’U-Space potrebbe un giorno offrire vantaggi anche a noi modellisti, grazie alla facilità d’uso tramite app per cellulare. In questo modo, con pochi semplici passaggi, potrei segnalare che lo spazio aereo del mio campo di volo per aeromodelli sarà occupato da aeromodelli nelle prossime tre ore. Non sarebbe più necessario un impianto Flarm fisso, come quello utilizzato in alcuni dei nostri campi di volo per aeromodelli.
L’autore è un appassionato modellista di lunga data e responsabile della comunicazione dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC).

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