Sabato con gli occhiali da sole – domenica con l’ombrello
Per fortuna, prima di ogni giornata di volo vengono diffuse le previsioni meteorologiche. In questo modo, gli spettatori possono scegliere il giorno giusto di questo fine settimana. Per gli amanti del sole e delle temperature piacevoli, la scelta è ricaduta chiaramente sul sabato.
Oltre alle esibizioni già note, sono state presentate anche nuove discipline. Così, Andy, vestito con eleganza, è improvvisamente saltato fuori da un Acro Super Decatlon che volteggiava in modo piuttosto sfrenato nel cielo. Il salto effettuato in questo modo non è stato causato da nausea; infatti, poco dopo l’uscita, Andy ha aperto il suo elegante paracadute nero e arancione, dirigendosi con determinazione verso la zona di atterraggio. Lì è atterrato proprio ai piedi del pilota di paracadute, che lo guidava con precisione. Gli HLG (Hand Launch Glider) richiedono un impiego fisico ben allenato da parte dei piloti F3K al decollo. Questi hanno accelerato i loro modelli leggeri, ma di costruzione robusta, ruotandoli come nel lancio del disco e scagliandoli verticalmente in aria. Successivamente si trattava di individuare le più piccole correnti termiche. Queste esistono anche a livello del suolo.
Il traino è possibile anche in multipack e per di più in modo molto silenzioso. Con il Racal a propulsione elettrica, Andy Wäspi è riuscito a portare in cielo fino a nove modelli di aliante contemporaneamente. Ogni pilota di aliante era responsabile personalmente dell’aggancio del proprio modello. E questo ha funzionato in modo eccellente, nonostante la configurazione piuttosto complessa delle funi. In questo modo, è stato possibile trainare contemporaneamente e senza rumore un gran numero di alianti fino all’altezza di partenza richiesta.
L’Albatros L-39 sembra essere molto apprezzato da molti modellisti. A Hausen era esposto un modello di grandi dimensioni con un’apertura alare di 2,7 m e un peso di 24,8 kg.
Anche il Warthog A-10 di Edgar Bruhin, con un'apertura alare di 3 m e un peso di 23 kg, rientrava in questa categoria. Entrambi i jet a turbina erano impossibili da non sentire in volo e, date le loro dimensioni, impossibili da non notare.

Domenica, grazie alle previsioni meteorologiche, è stato facile trovare posti proprio dietro le transenne con una vista eccellente sul campo di volo. Muniti di stivali di gomma e ombrelli, gli spettatori non si sono lasciati scoraggiare nemmeno dal lungo acquazzone che verso mezzogiorno si è abbattuto sull’aerodromo. Nel tendone, in quel momento, veniva servito un risotto dal profumo delizioso, molto richiesto per il suo effetto riscaldante. Verso le 14 la pioggia è cessata e le operazioni di volo hanno potuto riprendere. I visitatori sono stati così ricompensati per la loro pazienza con un programma di volo accuratamente adattato alle nuvole basse.
Mentre lo scorso anno i piloti della “caccia alla volpe” avevano messo in scena una sorta di balletto aereo accuratamente orchestrato, questa volta sono partiti alla caccia alla preda con uno spirito di combattimento decisamente più aggressivo. L’obiettivo, in realtà, sarebbe quello di rasare con precisione la coda di volpe dagli aerei avversari, lasciando che il rispettivo modello continui a volare indisturbato. Nello spazio tridimensionale si tratta di una sfida molto impegnativa e, nella foga dell’azione, si sono verificate occasionalmente collisioni involontarie tra i modelli. E sono state proprio queste situazioni difficilmente prevedibili, nel groviglio di aerei che si inseguivano a vicenda nel cielo, a creare quella tensione elettrizzante per gli spettatori.
Molti di questi velivoli avevano già alle spalle una lunga carriera. Anziché marcire in un buio ripostiglio, hanno concluso la loro esistenza con onore partecipando alla caccia alla volpe. Per rendere l’addio un po’ meno doloroso, alcuni dei componenti interni, come il motore, i servocomandi o il ricevitore, torneranno presto a volare in un nuovo modello. Altre foto sono disponibili su Internet all’indirizzo www.tellesys.ch.
Hermann Mettler


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