Club 20 o Mini-Pylon Racing
Il "Pylon Racing" consiste in gare aeree su un percorso triangolare segnalato. Le origini di questo sport risalgono all'inizio degli anni Trenta e, come tante altre cose belle, hanno avuto origine negli Stati Uniti.
A quei tempi, gli ex piloti da caccia della Prima guerra mondiale si annoiavano talmente tanto in quei tempi di pace che decisero di mettere in mostra la loro esperienza nei combattimenti aerei partecipando a gare a quota molto bassa. Volavano con i caccia della guerra e ben presto si iniziò a parlare di “moderne battaglie cavalleresche del XX secolo”. Ma ben presto i piloti si resero conto che era possibile volare molto più velocemente attorno alle tre torri utilizzando aerei più piccoli con carichi alari relativamente ridotti. Ciò significava che era necessario ricorrere a una costruzione estremamente leggera. All’epoca molti velivoli si frantumavano in volo, causando numerose vittime. La Seconda Guerra Mondiale interruppe per qualche tempo lo sviluppo di questi aerei da corsa, e dopo la guerra il gioco proseguì con velivoli militari estremamente potenti. Aerei con motori sovralimentati, in grado di erogare fino a 3000 PS, furono i leggendari vincitori di queste gare, le più veloci di tutti i tempi, poiché poco dopo questi colossi, come i Mustang, i Warhawk ecc., furono banditi dai circuiti. Successivamente giunse l’era delle famose costruzioni come la massiccia «GEE BEE» del generale James Doolittle e le numerose Brown Racers; in seguito nacquero gli Shoestrings e i Rivets, mentre oggi nella FORMULA ONE si preferiscono velivoli come la Miss DARA e la Miss COSMIC WIND, dotati di motori Lycoming di cilindrata ridotta con circa 100 PS. Questi velivoli, grazie alle forme aerodinamiche sofisticate e al basso rapporto peso/potenza, consentono comunque velocità massime fino a 600 km/h.
Questo per quanto riguarda la storia e lo sviluppo del Pylon Racing. Il vero motivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo sul Pylon Racing con aeromodelli è stato il fatto che in Svizzera, per l’appassionato di aeromodellismo a motore che vuole misurarsi con altri colleghi, non esiste alcuna alternativa se non quella di lanciarsi nel mondo delle acrobazie aeree con un ingente dispendio economico. Ciò si nota soprattutto nel numero di partecipanti ai campionati regionali, in rapida crescita di anno in anno, in cui si vola secondo il «piccolo» programma nazionale.
A questo punto vorrei evitare di esprimermi in alcun modo contro l’acrobazia con i modellini, poiché essa rappresenta senza dubbio il coronamento della nostra comune passione. Tuttavia, anche coloro che, per motivi di costo, non possono permettersi di partecipare a questa disciplina dovrebbero avere l’opportunità di misurarsi in gara. Per questo motivo vorrei proclamare in Svizzera una nuova classe di gara del Pylon, una sorta di gara a basso costo, dalla quale mi aspetto un certo successo.
CLUB 20 è il nome di questa nuova disciplina sportiva, che proviene dall’Inghilterra, non da ultimo perché, come è noto, oggi gli inglesi devono adottare misure di risparmio in ogni ambito. A mio avviso, ciò non toglie nulla all’attrattiva di questa categoria; al contrario, infatti, fino ad ora le gare di Pylon, nella loro forma attuale con le classi FAI e Formula 1 da 6,5 cc e Quarter Midget con gioiellini da 2,5 cc truccati, erano accessibili solo a veri specialisti.
Scopo: trasformare il Pylon, finora riservato solo ai «professionisti», in uno sport accessibile a un vasto pubblico.
Informazioni generali: i modelli devono assomigliare, almeno in misura minima, a un modello reale di grandi dimensioni che fosse dotato di propulsione a elica. L’organizzatore ha il diritto di squalificare, prima delle gare, i modelli che a suo giudizio non corrispondono in alcun modo a un modello reale mai esistito. Non vi è alcuna prescrizione sul numero di canali con cui il modello deve essere comandato. È tuttavia necessario disporre almeno di un comando a 2 assi più un dispositivo di spegnimento del motore. Qualsiasi volo pericoloso sarà punito con la squalifica immediata.
1. Fuselaggio
Il fusolaggio vero e proprio (senza componenti aggiuntivi quali il carrello di atterraggio ecc.) deve avere una larghezza minima di 70 mm, misurata senza considerare le giunzioni tra le ali e il fusolaggio, e un’altezza di 127 mm. Questi valori devono essere rispettati nella zona della radice dell’ala, ma non è necessario che ricadano su una singola sezione trasversale.
2. Ali
La superficie alare netta deve essere di almeno 1935 cm² (senza HLW). Lo spessore minimo è di 22,5 mm alla radice dell’ala e di 16 mm alle estremità. La forma dell’ala è limitata solo dalla somiglianza con il modello originale; per il resto, la scelta spetta al progettista.
I biplani non sono ammessi.

3. Telaio
. Non è necessario un telaio.
4. Motore
La cilindrata dell’unico motore non deve superare i 3,28 ccm o 0,20 pollici cubici. Il motore deve essere uno dei seguenti: OS 0,20, Enya .19 o .19 BB, HB .20, Veco .20, Webra .20 Glo o FOX .20, dotato del silenziatore fornito dal produttore (i tubi di risonanza non sono ammessi).
Non è consentito apportare modifiche al motore né ai componenti ausiliari. Il serbatoio può essere ventilato a pressione. Qualora venisse ammesso un motore oltre a quelli sopra indicati, ciò verrebbe pubblicato su «Modellflugsport».
Qualora un concorrente nutra dubbi sull’originalità del motore di un altro partecipante alla competizione, può richiedere, dietro versamento di una cauzione di Fr. 20.—, che il sospettato apra il proprio motore e lo sottoponga a perizia. Se il motore non è stato modificato, il concorrente ingiustamente sospettato riceve i 20 franchi. Se invece è stato «manomesso», il concorrente in questione viene squalificato e l’altro concorrente può riottenere la propria cauzione.
5. Eliche
Sono ammesse esclusivamente eliche in plastica morbida (Top Flite) ed eliche in plastica rinforzata con fibra di vetro. Le modifiche sono consentite, ma non auspicabili.
6. Spinner
: è obbligatorio l’uso di uno spinner rotondo, cioè smussato, di almeno 38 mm di diametro.
7. Carburante
: erogato esclusivamente dall’organizzatore. Contiene il 25% di olio di ricino e il 5% di nitro. I relativi costi sono inclusi nella quota di iscrizione.
8. Peso
: deve essere compreso tra 950 e 1400 grammi, pronto al volo e con il serbatoio pieno.
9. Percorso di gara e procedura
: al massimo 4 aeromodelli volano insieme per un giro. I modelli vengono lanciati a mano da dietro la linea di partenza/arrivo, dove i piloti rimangono anche durante il volo. La direzione di decollo è verso il pilone n. 1 (vedi schizzo 1). Il percorso va completato 10 (dieci) volte in senso antiorario. Se dopo un minuto non tutti i motori sono in funzione, volano solo quelli con il motore acceso. Il decollo avviene simultaneamente al segnale. Se un pilota impiega più di sei minuti, calcolati dal segnale all’avvio del motore, per completare 10 giri del percorso, viene squalificato. Si raccomanda di non volare ad un’altezza superiore a circa 20 m.
10. Valutazione
Per ogni manche vengono assegnati i seguenti punti:
8 punti al vincitore
, 6 punti al secondo
classificato, 4 punti al terzo
classificato, 2 punti al quarto classificato
Se un pilota* commette un «cut», ovvero se ha effettuato una delle trenta curve davanti a un pilone anziché dietro, non riceve alcun punto per quella manche.
Deve quindi competere in una manche successiva contro altri tre piloti che hanno commesso anch’essi un «cut». Il terzo e il quarto classificato possono sfidare solo i propri pari. Il secondo classificato deve ottenere una manche di rivincita contro il vincitore
.* Novità: 2 «cut» = 0 punti, 1 «cut» = 1 punto.
I requisiti richiesti all’organizzatore di una gara del Club 20 sono piuttosto modesti. Innanzitutto, non è necessario invitare giudici da tutta la Svizzera come nel caso delle acrobazie aeree, poiché molti di questi signori, giustamente, si fanno rimborsare le spese. Deve semplicemente fornire tre piloni, come illustrato nello schizzo 2, che il gruppo di aeromodellismo organizzatore può realizzare lavorando in squadra.

Inoltre, servono un impianto di rifornimento, qualche litro di carburante, una bilancia da cucina e un calibro a corsoio. A questo punto l’attrezzatura sarebbe completa. Agli uomini coraggiosi dell’associazione viene ora fornito un elmetto di plastica da cantiere e viene loro conferito il titolo di «addetto alle bandierine». Ciascuno di loro deve ricevere una bandierina verde e una rossa. Quella verde significa «buono», quella rossa significa «cut», ovvero 0 punti. Se il pilota riceve un «cut», non può semplicemente ripetere correttamente la curva, ma deve portare a termine i dieci giri e accettare con calma il suo magro risultato. Se interrompe il volo, viene eliminato dalla competizione. (Limite di 6 minuti!). Ai piloni n. 2 e 3 non è indispensabile un addetto, ma sarebbe comunque utile. Inoltre, abbiamo bisogno di qualcuno che segnali la fine della gara – una bandiera a scacchi bianchi e neri sarebbe ovviamente l’ideale – e di quattro persone che formino la giuria. Ogni membro della giuria tiene d’occhio il «proprio» pilota, conta i giri e annota i tagli, i voli pericolosi ecc. Non è necessario cronometrare, ma in determinate circostanze può contribuire a rendere la competizione più avvincente. Lo spazio per gli spettatori va sistemato il più lontano possibile, preferibilmente dietro i piloni 2 e 3. In nessun caso dietro il pilone n. 1!! Non sono certo un fanatico della sicurezza, ma un incidente grave con lesioni personali sarebbe praticamente la cosa peggiore per la popolarità di un nuovo sport.
Chiunque abbia trovato interessante questo breve resoconto (e spero che siano almeno 3 o 4!!) invii una semplice cartolina a:
Roger Riedener, Burgstrasse 105
8408 Winterthur
Si prega di indicare «CLUB 20»!
A seconda delle dimensioni del gruppo di interesse, vi terrò aggiornati personalmente o tramite la rivista «Modellflugsport» su progetti di modelli, kit di montaggio, date e magari anche sulla fondazione di un’associazione.
Sarebbe «semplicemente fantastico» se la cosa prendesse davvero piede!

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