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Lettera al direttore

von Ruedi Schmid
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Caro Emil,
vorrei mettere nero su bianco alcune riflessioni spontanee sull’ultimo numero di «modellflugsport»; il tuo editoriale mi ha spinto a farlo.

1. Non lasciamoci prendere dalla frustrazione per tutti quei modelli ARF a basso costo che ci vengono propinati dall’inizio del boom cinese. Rallegriamoci piuttosto di tutte le altre novità a disposizione di noi modellisti:

  • Internet, dove è possibile informarsi: penso ad esempio al sito web di Oskar Czepa (http://www.czepa.at), che ho scoperto di recente.
  • I geniali propulsori elettrici con motori brushless e batterie LiPo. Si possono persino effettuare misurazioni della velocità in officina!
  • I kit in legno con componenti tagliati al laser e con il CAD. Questo fa battere forte il cuore di ogni modellista: come si incastrano bene i pezzi!
  • Le pellicole in poliestere Oracover per il rivestimento. Ricordo ancora bene la mia giovinezza con la vernice per rivestimento e mia madre preoccupata per i miei polmoni!

2. Forse dovremmo anche imparare a distinguere tra modellisti e piloti di modellini. Ai tempi dei kit modulari si era automaticamente entrambe le cose. Nell’odierna era dei tasti, però, non è più dato a tutti incollare un pezzetto di legno sull’altro. Si può provare rammarico oppure



godersi le proprie capacità! Ma forse alcuni di noi vogliono semplicemente essere piloti di aeromodelli e non costruttori.

3. Per quanto riguarda gli annunci RTF a tutta pagina, in Svizzera siamo ancora a posto. Abbiamo la rivista «modellflugsport». Lì prevalgono ancora gli articoli scritti con passione. Bravi!

Ma anche in questo caso, in questo numero mi hanno colpito due cose:

  • Pagina 45: una foto ormai nota da tempo, l’Inspire 60 di Fliton. Davvero non c’era nessun modello autocostruito da fotografare a questa competizione?
  • Agenda: come si è potuto dimenticare il «Raduno di progetti e modelli autocostruiti a Huttwil»?

4. Per concludere, un esempio dal mio laboratorio. Un kit in legno tagliato al laser per un modello a combustione interna, costruito in proprio, rivestito con pellicola e per di più ottimizzato per il volo «Silent Wing». O, in breve: un modello «BMS» (costruire è divertente)! (Vedi allegato.)

Cordiali
saluti
da un appassionato di aeromodellismo, Ruedi Schmid




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