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La promozione delle giovani leve nell’aeromodellismo come impegno congiunto delle generazioni

von Emil Ch. Giezendanner
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Oggi quasi nessuna federazione sportiva può permettersi di non sviluppare modelli e programmi giovanili eccellenti – possibilmente nuovi ad ogni cambio di dirigenza. L’attuazione e il lavoro pratico con i giovani sono di competenza dei «vecchi» – tranne che nelle grandi federazioni con allenatori giovanili professionisti. Nella maggior parte dei casi, le linee guida e i programmi rimangono solo parole vuote, a meno che noi adulti non ci rimbocchiamo le maniche.


Parole e fatti

La generazione degli adulti ha, nei confronti della nostra gioventù, un problema di credibilità che si aggrava sempre di più col passare del tempo. Grazie a Internet e alla TV, oggi sappiamo tutto – ma non con grande precisione. Possiamo dire la nostra su qualsiasi argomento e ci sentiamo esperti in tutto. Siamo in grado di valutare le capacità di un calciatore proprio come le figure acrobatiche di classe F3A di un campione mondiale. E non ci lasciamo sfuggire l’occasione di commentare tutto questo in modo «da esperti» e, non da meno, di criticarlo. I genitori criticano l’insegnante dei propri figli e le danno consigli su come trattare i loro figli, basandosi sulle ultime scoperte in materia di dinamiche di gruppo o psicologia dello sviluppo. Raramente ci rendiamo conto che i giovani ci hanno già da tempo smascherato e possiedono una spiccata sensibilità per le nostre contraddizioni e debolezze. Con capacità quasi analitiche, percepiscono il divario tra i consigli/ordini da un lato e le nostre azioni dall’altro – o, in breve: tra le parole e i fatti. Il padre che non ha mai giocato a calcio a livello agonistico né può vantare risultati eccezionali nel volo acrobatico, o la madre che ha frequentato il corso di dinamiche di gruppo presso i servizi sociali e che, in ogni occasione, rimprovera i propri figli con tono infastidito. Il nostro mondo perfetto crolla definitivamente agli occhi dei giovani quando si scopre che la nostra autorità non si basa su competenze sociali, abilità e risultati, ma esclusivamente sull’età e sul potere. Questo non solo mina il nostro ruolo educativo, ma, cosa ancora peggiore, ci rende ricattabili.



Partnership per i giovani

Young SilentWings 2008 al Museo dell’Aviazione di Dübendorf

Per la seconda volta, il Museo dell’Aviazione di Dübendorf e l’Associazione di Aeromodellismo della Svizzera nord-orientale hanno organizzato congiuntamente, nella prima settimana delle vacanze estive, un workshop di aeromodellismo elettrico rivolto ai ragazzi delle scuole superiori.

Il lavoro si è svolto in due gruppi di livello: i principianti hanno realizzato il modello in kit Canary o l’aliante Scout in Depron. Sono stati forniti di tutto il materiale necessario, composto da kit di montaggio, radiocomando, motore elettrico con batteria e caricabatterie inclusi. Gli avanzati hanno progettato e realizzato un aereo in Depron secondo la propria fantasia e hanno portato con sé il proprio impianto RC. Anche tutti i componenti del sistema di propulsione, compreso il caricabatterie, erano inclusi nella quota di partecipazione al corso. Non sono mancati la teoria, un simulatore di volo e la visita al JU 52.



Una pedagogia esemplare di successo

Già solo per il fatto che adulti e adolescenti vivono nella quotidianità nei loro mondi distinti – da una parte la professione e il lavoro, dall’altra la scuola e la formazione – il nostro ruolo di modello diretto può concentrarsi difficilmente su qualcosa di più del tempo libero. Gli adulti che organizzano attivamente il proprio tempo libero, invece di lasciarsi passivamente trascinare dagli schermi, possono svolgere il ruolo di modello in modo del tutto semplice e nel modo più naturale del mondo. Questo ruolo non si basa affatto su grandi imprese. Al contrario. Ciò che conta è il nostro atteggiamento nei confronti di ciò che facciamo. Nonostante l’offerta sportiva e ricreativa diventi sempre più variegata, è proprio in questo punto che risiede la grande opportunità offerta dal modellismo aeronautico. L’importante è: non parlare, ma dare l’esempio! Il noto docente e pedagogista Arthur Brühlmeier scrisse una volta:

«In questo modo all’educatore viene al contempo indicata la via per raggiungere un’autorità sempre solida: prendendo sul serio la propria missione di vita, sviluppando la propria umanità.»



La promozione delle attività giovanili nel modellismo aeronautico è un compito che coinvolge sia i giovani che gli adulti. L’entusiasmo e la voglia di scoprire possono smuovere le montagne.


Una collaborazione consolidata tra giovani e anziani

A differenza delle attività sportive e ricreative di carattere più atletico, nel modellismo aereo sono sempre più numerosi gli anziani che ricoprono ruoli importanti nella formazione pratica dei giovani. Essi apportano un potenziale enorme e inestimabile in termini di esperienza professionale e di vita. Molti di loro hanno ricoperto per anni incarichi dirigenziali e di istruzione nel proprio ambito lavorativo. Ciò risulta particolarmente evidente in un hobby a carattere tecnico come il modellismo. In base alle mie osservazioni pluriennali, posso inoltre constatare che queste persone non devono quasi mai affrontare problemi disciplinari: sono semplicemente delle autorità naturali, sia dal punto di vista umano che professionale. Se noi adulti pratichiamo il nostro hobby non solo con il portafoglio, ma con il cuore, la mente e anche con la manualità, trasmettiamo un’immagine completa e quindi credibile. Questo ha sempre avuto un’influenza positiva sui giovani: noi adulti siamo diventati «prevedibili» per i ragazzi.


La scuola sbilanciata verso l’alto

Già anni fa, quando cominciò a delinearsi la svalutazione delle materie artigianali e artistiche nella nostra scuola elementare, vi vidi anche una grande opportunità per l’aeromodellismo. Ero quasi euforico! Infatti, con la nostra attività manuale di alto livello – che non di rado raggiunge i livelli dell’arte artigianale vera e propria – possiamo offrire un complemento alla scuola. Oggi, però, il mio ottimismo di un tempo ha lasciato il posto alla disillusione: nei nostri corsi di modellismo dobbiamo insegnare sempre più operazioni manuali di base. Se in passato, grazie alle attività manuali scolastiche con cartone, legno e altri materiali, potevamo dare per scontato, ad esempio, che un ragazzo sapesse impugnare un taglierino ed fosse in grado di eseguire tagli più o meno perpendicolari, oggi dobbiamo insegnargli queste cose quasi da zero. Questo rende tutto più faticoso e complica il raggiungimento dell’obiettivo: riuscire a far volare un modello finito. Per questo motivo non dobbiamo assolutamente trascurare i corsi di modellismo al livello più elementare, ad esempio con la costruzione di un aliante in balsa. Essi hanno acquisito, per così dire, maggiore importanza come livello base del modellismo. Chi sostiene che oggi esistano due «tipi» di modellisti, ovvero quelli che (ancora) costruiscono e quelli che ricorrono ai modelli già pronti, non ha capito granché: per ogni modello ARF attraente – che si tratti di un costoso aereo da acrobazia o di un fantastico aliante di grandi dimensioni – il proprietario dovrà dedicare molte ore all’installazione dei componenti di propulsione e di comando. A mio avviso, si tratta di un lavoro tecnico-artigianale estremamente impegnativo, che non può mai essere portato a termine senza un elevato livello di competenza e perseveranza. Se dovessero esserci modellisti che non affrontano mai la sfida di una riparazione, ben presto si troveranno a corto di spazio...



La tecnologia e le scienze naturali vengono trascurate

Purtroppo nelle nostre scuole non sono solo le materie artigianali a essere trascurate, ma sempre più anche le scienze naturali. I nostri «grandi pedagogisti» non si sono ancora resi conto che è possibile imparare una lingua anche all’interno e attraverso le materie scientifiche. A mio avviso, questa è una catastrofe per il nostro Paese. Questa colpevole unilateralità si sta rivelando un boomerang per la nostra economia: il risultato è una carenza di personale tecnico specializzato, dagli artigiani e operatori fino agli ingegneri. Le scienze naturali e la tecnica sono grandi avventure e, se insegnate a scuola, sarebbero almeno altrettanto stimolanti quanto il subjonctif imparfait! Come sempre, non guadagniamo i nostri soldi solo spostando denaro (che spesso non c’è nemmeno), ma anche sviluppando e producendo beni industriali. La Svizzera come paese di innovazione tecnica: per quanto tempo ancora? Per l’aeromodellismo, questa «coltivata» mancanza di comprensione dei nessi scientifico-tecnici rappresenta un grande svantaggio. Nonostante i modelli (quasi) pronti all’uso, l’aeromodellismo rimane un hobby tecnico. Più lo sviluppiamo, più diventa impegnativo. Il passaggio da principiante a esperto ne risulta così reso più difficile.


Conclusione

I modelli e i programmi per i giovani hanno senso solo se noi adulti siamo disposti ad assumerci compiti educativi e formativi molto impegnativi. Poiché noi adulti dobbiamo sempre partire dal presupposto che i giovani ci capiscano, non dobbiamo in nessun caso agire in questo modo solo per poter spuntare gli statuti e gli obiettivi dell’associazione o per cogliere opportunità di carriera. Dobbiamo impegnarci in questo compito con tutto noi stessi e con piena convinzione. La promozione delle nuove leve è un compito tipicamente condiviso tra giovani e adulti. Servono sempre entrambi: nulla funziona senza l’altro.



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