Geschichte

Cari lettori,

von Emil Giezendanner
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I campionati mondiali di aeromodellismo sono le Olimpiadi degli aeromodellisti. Si tratta degli eventi sportivi più prestigiosi e importanti. Le esigenze, sia per gli organizzatori che per gli atleti partecipanti, aumentano di volta in volta e l’impegno richiesto da entrambe le parti è notevole.


Ciononostante, gli organizzatori delle gare di aeromodellismo e i concorrenti devono gestire tutto questo carico di lavoro nel loro tempo libero, sacrificando le vacanze, per non parlare delle spese finanziarie. Ciò richiede però una grande dose di gioia ed entusiasmo; infatti, ogni atleta deve continuamente affrontare e superare anche delle battute d’arresto. Ciò che il giorno del campionato può sembrare così naturale, fluido, senza problemi, quasi facile, richiede in realtà molto lavoro, autocritica e un’enorme tenacia. Sono tutte cose che solo chi ha partecipato di persona e ha potuto dare uno sguardo dietro le quinte è in grado di valutare correttamente.


In futuro dovrebbe esserci maggiore possibilità di dare uno sguardo al lavoro di una squadra nazionale di aeromodellismo. In questo modo si potrebbero correggere numerose opinioni errate e percezioni distorte, come l’idea che si tratti di un ambiente «semiprofessionale o da ricconi», in cui tutto funziona semplicemente meglio, i motori sono selezionati con cura, ecc. Quanta esperienza e quanto lavoro occorrano realmente affinché il motore funzioni come dovrebbe, il modello sia correttamente bilanciato e finalmente anche le figure siano più o meno a posto: questo è qualcosa che molti critici invidiosi dovrebbero provare a sperimentare di persona. Naturalmente ci sono modellisti che non vogliono avere a che fare con tutti questi campionati. È un loro pieno diritto. Dopotutto, non tutti gli automobilisti sono interessati alle corse – e vorrei quasi dire: per fortuna! Se interi gruppi di modellismo aereo non partecipano per anni a nessuna competizione o manifestazione, ciò è comprensibile e si può sempre spiegare in modo relativamente semplice dal punto di vista del personale: soci più anziani che nel modellismo aereo cercano soprattutto relax, svago e cameratismo. Oppure, principalmente, giovanissimi e principianti. Chi sa quanta pazienza e quanto lavoro debba dedicare un presidente di gruppo affinché soprattutto i giovani modellisti acquisiscano affidabilità e precisione e si preparino con disciplina a un obiettivo, deve concedere a tali gruppi una «pausa» più lunga.


È malsano proprio quell’orientamento che, negando lo sport agonistico, finisce quasi per trasformarlo nuovamente in uno sport di alto livello. Si tratta di coloro che ribadiscono con insistenza che per loro l’aeromodellismo è ancora un “vero hobby” e che lo praticano solo per “stare tranquilli”. Va da sé che anche i piloti di livello agonistico sostengono che il loro sport sia un vero hobby, esattamente come, ad esempio, gli atleti di atletica leggera, i tennisti e gli orientisti. È molto difficile fare ordine in tali tendenze, che definirei quasi nevrotiche. La situazione è simile tra certi studiosi della Bibbia, dove ognuno crede che solo la propria comprensione sia quella giusta e che conduca da sola alla vera pace.


Va ribadito ancora una volta che il vero sport esiste solo laddove vi sia una collaborazione tra lo sport di massa e quello agonistico. Senza i tanti piloti della domenica, che contribuiscono a diffondere il nostro sport tra la gente, a suscitare interesse e a promuovere le nuove leve, non esisterebbe nemmeno lo sport agonistico. D’altra parte, è emerso che in molti casi lo sport agonistico contribuisce in modo significativo allo sviluppo tecnico del nostro materiale. In questo senso, l’appassionato pilota da campionato e il soddisfatto pilota di motoveleggiatore dovrebbero stringersi la mano con gratitudine.


Cordiali saluti

E. Giezendanner



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