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NON CREDERE A TUTTO – DI MAURICE BODMER

von Maurice Bodmer
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N.d.l.r.: Maurice ha ormai 98 anni e rimane una leggenda nella storia del modellismo in Svizzera, alla quale ha partecipato attivamente sin dalla fine della guerra del '39-'45. È orgoglioso delle sue due medaglie: i 50 e i 75 anni di appartenenza all’AéCS. Di natura curiosa, possiede la rara memoria di un’epoca pionieristica che non ha mai smesso di far evolvere. Segno di longevità: legge ancora il Modellflug-sport!!!


Fino al 1944, nei modelli in scala si costruivano solo ali volanti con freccia.

Guy Borgé, un matematico di Lione, aveva realizzato i primi modelli «senza coda» ispirandosi agli aerei e agli alianti di Fauvel. I profili con bordo di fuga rialzato hanno la caratteristica di essere «autostabili». Il loro centro di spinta si sposta solo di poco se il velivolo, preso da una turbolenza, piomba in picchiata o si impenna.

Guy, che era in corrispondenza con Roger Stamm, gli aveva inviato le coordinate di due profili autostabili. Li abbiamo provati nei GMR di Losanna, Yverdon e Vevey. I modelli costruiti volavano bene, ma presentavano il difetto di volare molto velocemente e, soprattutto, di avere un’elevata velocità di caduta. Ottimi per il volo in pendio, non potevano competere con i modelli da pianura e soprattutto con i modelli a motore.

Nel 1946, Guy partecipò al nostro campo di modellismo a Verbier. La sera, nel nostro chalet, discutevamo alla luce di una candela. Chiesi a Guy se fosse possibile migliorare le prestazioni delle nostre ali volanti utilizzando un profilo a S con l’intradosso concavo, come sembra facciano gli uccelli che planano bene.

Guy chiese una matita e un foglio di carta. E ci presentò un'esposizione di altissimo livello per noi, ma costellata di integrali doppie e triple. E alla fine riassunse: il modello finito sarebbe andato in vite durante il volo.

Roger, al terzo anno dell’EPUL, e io, appena diplomato, non ci avevamo capito nulla. Era l’ultima sera. Il giorno dopo, giovedì, siamo tornati a casa.

La domenica successiva si svolgeva la Coppa Philippe Jaquet, intitolata a un compagno annegato un anno prima nel Lago Lemano. Mi restavano due giorni. Ho costruito in fretta una piccola ala volante, con un’apertura alare di 80 cm e un profilo con intradosso incavato.



Domenica, la mia ala volante volava e la sua velocità di caduta era normale. Grazie al bonus del 50% riservato alle ali volanti, mi sono classificato quarto. Ma soprattutto il mio modello aveva dimostrato che potevamo competere con le ali volanti ad ala a freccia.

  • Campionato svizzero 1946 in pendio: 1° Roger Stamm (profilo con intradosso piatto).
  • Campionato svizzero 1947 a Losanna Bléchet (pianura), vincitore SK: Charles Baumgartner, Yverdon (Charles aveva un tempo migliore rispetto al miglior modello normale).
  • Concorso di costruzione per ali volanti del 1947 a Langenthal: il mio piccolo modello a motore con motore Movo da 2 cm³ è l’unico a decollare da una pista piuttosto corta.
  • E compie 3 voli. Il modello di Charles, più grande, sarebbe decollato se la pista fosse stata più lunga.
  • Roger Stamm si è classificato secondo nella categoria aliante. Aveva portato con sé solo un modello da pianura. Non sapevamo che le partenze sarebbero state effettuate anche da una collina. Nel 1948 Roger partecipò a una gara internazionale a Lognes (F) e la sua ala volante da pianura si comportò molto bene tra gli alianti normali.
  • Dal 1969 possiedo ali volanti con bussola (2° posto al campionato svizzero del 1969) per il volo in pendio.


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