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astore

von Dominique Bear
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C'è un tempo per ogni cosa, si dice, e secondo me vale anche per il modellismo! Infatti, dopo aver conosciuto i ricevitori a valvole, l’avvento dei transistor, dei circuiti integrati e infine dei trasmettitori programmabili, il mio piacere nel pilotare è lentamente svanito. Questo mi ha convinto a concludere la serie delle mie numerose costruzioni di modelli di grandi dimensioni con un modello d’eccezione. In quel momento la CNC-Bayer, di cui avevo già costruito 4 modelli, fece trapelare di sfuggita, una sola volta, l’annuncio di una riproduzione in scala 1:2 circa dell’Habicht, il cui primo volo risaliva alle Olimpiadi del 1936, e la produzione in serie nel 1937, ovvero circa un anno dopo la sua nascita. Cosa c’è di meglio per chiudere il cerchio?


Storia

L'Habicht è il primo aliante progettato per le acrobazie. Sviluppato da Hans Jacobs, la sua apertura alare di 13,6 m è stata ridotta a 8 m, eliminando la forma ad ala di gabbiano, e poi a 6 m, per addestrare i piloti al comando del caccia a razzo Messerschmitt Me 163 «Komet», che atterrava a 200 km/h. I piloti preferivano la cabina di pilotaggio aperta, poiché il vento in faccia permetteva loro di stimare la velocità del velivolo. Poiché la percentuale di piloti in grado di godersi il vento tra i capelli più volte di seguito diminuiva rapidamente, queste prove furono sospese dall’esercito tedesco.


Modello in scala 1:2

Quando l'ho chiamato al telefono, Hans Jürg Bayer mi ha risposto che quel modello, interamente in legno, con un'apertura alare di circa 570 cm, era riservato ai pazzi come me, cosa che ho interpretato come un



Complimenti! Non è mai stato prodotto in serie; lo si può quindi considerare un prototipo. (Da allora, Bayer produce solo software per fresatrici CNC e ha interrotto la produzione di modelli in legno.) Ma dopo aver dovuto

tutto il legno necessario per la costruzione, consegnato sfuso e senza progetto, la mia passione per la costruzione è diventata lentamente inversamente proporzionale ai metri di longheroni da realizzare e al numero di pezzi da assemblare. Mi ci è voluto



più di un anno per completare la parte principale dell’assemblaggio. Era quasi finito, ma l’avevo addirittura «dimenticato», tanto mi sembrava noioso levigare i 2,5 m² della carenatura delle ali; e una volta terminato, dopo diversi anni, mi sono ritrovato in una delle

ricorrenti carenze di piloti di traino nel club di cui ero ospite. Insomma, il primo volo è potuto avvenire solo nel 2016. Ma l’attesa è stata ampiamente compensata dalle immagini del volo. Le sue caratteristiche di volo acrobatico sono

fantastiche, il che non sorprende se si pensa che H. Quabek ha trascorso due giorni interi al computer per calcolare tutti i parametri di costruzione. Il mio «pilota collaudatore» Urs Marti si diverte un mondo ogni volta che prende in mano il mo-

modello; si dimentica persino di volare con il mio ASG-29 da 9 m di apertura alare, che prima era il suo modello preferito. ■

Costruttore: Dominique Bear
cadobaer@gmail.com

Foto: Kusi Brönnimann

Pilota: Urs Marti




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